Mido Multifort Chronograph Adventure: prova al polso

Mido Multifort Chronograph Adventure

 

Mido mi ha gentilmente dato la possibilità di provare un orologio che ho veramente apprezzato, sia dal punto di vista estetico, sia come portabilità. Vediamo perché. La collezione Multifort, presentata nel 1934, due anni dopo il completamento dell’Harbour Bridge di Sydney, esibiva le stesse notevoli qualità di questa struttura, un mix di bellezza e funzionalità, che ha resistito alla prova del tempo: nel 2014 Mido ha infatti celebrato l’80° anniversario della produzione della collezione Multifort. Produzione che prosegue e che oggi ha in catalogo anche un bellissimo cronografo, il Multifort Chronograph Adventure che ho provato e che ho trovato essere un orologio perfettamente a suo agio al polso di chiunque (polsi piccoli, medi o grandi che siano).
La sua cassa da 44 mm, molto resistente, è realizzata in acciaio con trattamento PVD antracite; e pur essendo un diametro significativo, calza a pennello su qualsiasi tipo di polso, compreso il mio. Continua a leggere

Omega Speedmaster Moonphase Master Chronomaster: prova al polso

Omega Speedmaster Moonphase Master Chronomaster

 

Ho avuto la possibilità (meglio, la fortuna) di provare il nuovissimo e splendido Moonphase Master Chronomaster di Omega. Vi anticipo che sono stato molto soddisfatto della prova: l’orologio mi è piaciuto eccome! Lo ritengo, infatti, un concentrato di tecnica ed estetica, come del resto spesso succede in casa Omega. Fedele al suo nome, il segnatempo mostra le fasi lunari che, diversamente dalle credenze popolari, sono di 29 giorni e mezzo e non di 30. Un intervallo di tempo difficile da calcolare per ingranaggi standard, ma il meccanismo dell’Omega Moonphase è così preciso da dover essere regolato solo dopo 10 anni attraverso pochi giri della corona. La mia prima sensazione, una volta messo al polso, è che l’orologio sia perfettamente bilanciato dal punto di vista estetico, con due sotto quadranti gemelli capaci di creare una simmetria perfetta.
Il dettaglio però che mi ha colpito di più di questo nuovo segnatempo è la rappresentazione della Luna, mai prima d’ora così realistica. Continua a leggere

Rado HyperChrome 1616: prova al polso

Rado HyperChrome 1616

Ho avuto modo di provare un nuovo orologio di Rado, l’HyperChrome 1616; è proposto in titanio o in ceramica hi-tech lucida. Ed è proprio quest’ultima la versione che ho indossato per qualche giorno. È una reinterpretazione della collezione vintage Cape Horn di Rado, con la quale rende omaggio al quarto centenario della scoperta del promontorio sudamericano. Prima di descrivervi le sensazioni al polso, perciò, un po’ di storia! Nel 1616, due mercanti olandesi si spinsero oltre i limiti noti delle esplorazioni con la scoperta di Cape Horn, situato sulla punta estrema del Sud America, a conclusione di una tutt’altro che facile navigazione. Oggi Rado ripropone la Collezione presentata per la prima volta alla fine degli anni Sessanta, innovandola però per design e materiali. Iniziamo col descrivere la cassa: spigolosa e sicuramente inconfondibile, misura 46 mm (e come scrivevo sopra è disponibile in due colori, nero o metallico). Continua a leggere

Mido Baroncelli Heritage: prova al polso per il TGCOM24

Mido Baroncelli Heritage

Settimana di prove questa! Oggi vi racconto della prova al polso che ho fatto del Baroncelli Heritage. Questa linea è stata creata dalla Manifattura Mido per celebrare il 40° anniversario della collezione Baroncelli. Appena ricevuto, mi ha colpito lo splendido quadrante avorio grainé incorniciato da una sottile cassa rotonda – solo 6.95 mm, che giudico tra i più sottili sul mercato – in acciaio lucido trattato PVD rosa di 39 mm, che ne fanno un orologio portabilissimo e comodissimo (spesso mi dimenticavo di averlo al polso!). Una curiosità nota a pochi: il Baroncelli è stato ispirato dalle curve fluide ed eleganti della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Il quadrante presenta il logo Baroncelli Heritage alle ore 6, mentre la data è visibile in una finestrella alle ore 3. L’eleganza di questo modello si evidenzia nei dettagli, come le lancette di ore e minuti double-face: un lato sabbiato e l’altro con taglio diamante. Continua a leggere

Hamilton Khaki Field Automatic Chronograph provato per voi!

Hamilton Khaki Field Automatic Chronograph

 

Ho avuto modo di provare uno dei tre nuovi modelli che Hamilton ha aggiunto alla famiglia Khaki Field: il Khaki Field Automatic Chronograph. Molti lettori sanno che Hamilton è una delle mie marche preferite, per tanti motivi: simpatia per il marchio, affidabilità dei loro orologi, buon rapporto qualità/prezzo, design… Perciò, ogni volta che mi propongono di provare un loro orologio accetto con entusiasmo! Questa volta ho tentennato tra la versione al quarzo, il Day Date e il Chronograph, optando alla fine per il terzo. Quest’anno Hamilton ha scelto il nero per il suo equipaggiamento mimetico, con nuove creazioni in “total black“. Il Chronograph che ho provato per voi (ma lo stesso discorso vale per gli altri 2) si presenta con indici delle ore applicati, le caratteristiche lancette Khaki Field con rivestimento in Super-LumiNova® grigio e una lancetta dei secondi che accende il nero del quadrante con una vivacissima punta rossa.

La cassa di 42 mm, in acciaio con rivestimento in PVD nero, è portabilissima anche da polsi sottili e l’impermeabilità è di tutto rispetto, essendo in grado di resistere a qualunque tipo di pressione fino a 10 bar. Portabilità aiutata anche da un cinturino in caucciù nero con motivo a effetto tridimensionale e una fibbia ad ardiglione a forma di H, emblema del marchio. Continua a leggere

Breguet Marine 5817: prova al polso

Breguet Marine 5817

Devo cominciare questa prova con delle scuse personali a Breguet. Scuse dovute e forse tardive. Non ha infatti tanto senso che un’amante degli orologi come me non abbia mai avuto al polso un Breguet. Eppure ho sempre amato il marchio per quel che rappresentava, per la sua storia, per la sua gloria. Fama di cui hanno parlato anche scrittori di fama mondiale. Ne cito due come esempio. Estrasse il più bell’orologio piatto che avesse mai fatto Breguet: “Guarda, sono le undici, sono stato mattiniero” (Balzac) Un Dandy che va sui boulevard vi ozia a suo piacere, finchè il vigile Breguet gli ricorda che è mezzogiorno. (Luskin)

Se devo dire il vero, avevo sempre avuto un pensiero tutto mio su Bregunet, e cioè che fosse rimasta troppo uguale a se stessa negli anni con le sue casse, le sue anse, le sue sfere….Mi sbagliavo! Avere al polso un Breguet, nel mio caso il Marine 5817 in oro giallo, è qualcosa davvero molto speciale. Mi ha dato subito l’impressione, malgrado il Marine sia abbastanza recente per gli standard Breguet, di avere al polso un pezzo di storia. Si perché Breguet ha scritto, come poche altre maison, la storia dei segnatempo. Fra tutti, sicuramente, il tourbillon è il più famoso ma tante altre sue invenzioni hanno contribuito a far si che gli orologi da polso siano quel che sono oggi. Il Marine è un orologio semplice; molto Bregunet, ma molto semplice. Con il suo cinturino in gomma, la deplo in oro massiccio, la sua cassa tonda da 39 mm, la sua gran data, il quadrante in parte inciso, le sfere Breguet…. La sua dimensione di 39mm in particolare: è ben bilanciato dal suo spessore e si accomoda benissimo anche su di un polso piccolo come il mio. Il cinturino in gomma è molto piacevole ed ha una bella lavorazione a rombi. Continua a leggere

Audemars Piguet Royal Oak 15202: prova al polso

Audemars Piguet 15202OR

Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di ammettere che ha sbagliato, che non è altro che dire … che oggi è più saggio di quanto non fosse ieri.
(Alexander Pope)

Ed allora, dopo questa prova, posso considerarmi davvero più saggio! E dire che Audemars Piguet è sempre stato un marchio che ho amato e seguito. Purtroppo devo anche dire che questo amore non è mai stato sufficiente a farmene possedere uno in quanto non l’ho mai visto “vestire” bene il mio piccolo polso. Un amore quindi platonico, fatto di lunghi studi su carta o su orologi non indossati. Un amore tormentato in quanto mai corrisposto. Infatti, negli anni, non ho mai preso un AP e quindi neppure mai indossato.
Poi, un giorno, mi chiama Paolo Volta. Il mio amico Paolo Volta posso dire. Paolo lo conoscevo di nome in quanto titolare di un famoso concessionario di Piacenza. Poi il caso ha voluto che due amici fraterni (Paolino che anche lui fa parte del mio amato mondo degli orologi anche se ultimamente mi trascura ed Ettore che di orologi non capisce nulla e neppure è simpatico ma lo adoro lo stesso) me lo presentassero.
Paolo ha quella scaltrezza di chi deve muoversi in questo mondo del lusso con un negozio di provincia. Quindi è pieno di iniziative ed idee più innovative rispetto ai concessionari delle grosse città. L’altro giorno eravamo assieme e mi ha fatto vedere un orologio della sua collezione (questo 15202 appunto). Poi, guardandomi con quei suo occhi furbi tipici di chi sa come ammaliare una persona, mi ha chiesto se avessi voluto fare una prova al polso. Che potevo dire se non di si, di fronte ad un pezzo che mi ha sempre intrigato?
Cosi mi sono trovato a passare due settimane con un “essere alieno” al polso. Si, alieno per davvero perchè la sua vestibilità è del tutto diverso da ogni orologio che ho indossato in precedenza. Il bracciale è infatti più rigido rispetto ad altri in metallo e sul mio polso crea quasi un effetto “bracciale”. In stupendo oro rosa satinato per altro. Una rigidità in parte dovuta al fatto che ho dovuto far levare parecchie maglie per poterlo indossare. Eccolo al polso quindi questo Audemars Piguet 15202 in oro rosa. Ora dovrei iniziare a scrivere, in maniera imparziale, di come è passare due settimane con questo orologio al polso. Devo però premettere, è giusto farlo, che l’imparzialità è minata alla base da due motivi. In primis ritengo che in orologeria la combinazione oro rosa quadrante scuro sia la migliore in assoluto. Secondo perchè amavo platonicamente Audemars Piguet ed ora la amo realmente, incondizionatamente. Sarò quindi parziale, sappiatelo, come lo sarebbe qualsiasi innamorato che parla dell’oggetto della sua passione. Non voglio quindi usare eufemismi o dilungarmi troppo e mi limito ad una affermazione: al polso è da capogiro. Ce ne si innamora in mezza giornata. Continua a leggere

Glashutte Original Senator Observator: Prova al Polso

GO Senator Observer

Ultimamente quasi tutti gli orologi che vedo o che provo hanno una cosa in comune: la disperata ricerca di un’originalità che li ponga al di fuori del gruppo. Che sia una forma strana, un materiale particolare, un colore insolito o un bracciale bizzarro poco cambia, basta distinguersi. Poi, un giorno, ti capita fra le mani il Glashutte Original Senator Observator e tutto appare in una luce nuova. Appena aperto il pacco che mi è stato mandato per la prova sono rimasto affascinato dal quadrante pulito e leggibile di quest’orologio. Una semplicità che dona a questo orologio un fascino davvero forte e che lo rende davvero unico senza dover cedere ad inutili estremismi.
Questo orologio è una evoluzione del primo Observator che venne presentato nel 2011 e che già mi colpi allora. Prima di parlare della prova al polso vi do alcuni dati tecnici.
L’orologio monta un calibro automatico 100-14. Questa è una scelta condivisibile anche se il modello storico montava un calibro manuale. Oggi però il mercato richiede calibri automatici per la comodità d’uso ed è una cosa quindi assolutamente comprensibile. Per altro siamo di fronte ad un calibro automatico molto tecnologico in grado quindi di capire che tipo di attività stia svolgendo la persona che lo indossa e, quindi, ricaricare di conseguenza. Quindi se l’orologio si sta scaricando il meccanismo lo “capisce” ed il rotore inizia a ricaricare in entrambi i versi. Raggiunta una ricarica ottimale inizia a caricare in un solo verso. Il quadrante, come anticipato, è davvero molto bello e semplice. Il colore è grigio scurissimo e ricorda un poco l’ardesia con la sua affascinante porosità. Continua a leggere

H. Moser & Cie. Endeavour: prova al polso

H. Moser Endeavour Small Seconds

Grazie all’Orologeria Luigi Verga di Via Mazzini, in queste settimane ho potuto provare lo splendido Endeavour Small Seconds di H. Moser & Cie. realizzato dalla Manifattura in una limitatissima versione (15 pezzi) apposta per il titolare delll’Orologeria.

Veniamo all’orologio. Ispirato dai tradizionali orologi da tasca, l’Endeavour Small Seconds presenta un indicatore dei secondi decentrato che per me gli conferisce un tocco di eleganza. È inoltre dotato di una vasta serie di caratteristiche ingegnose tra cui ancora e ruota dell’ancora in oro indurito, con superfici di attrito ottimizzate funzionalmente. Ho però particolarmente apprezzato l’arresto dei secondi, un’intelligente funzionalità integrata nei movimenti Moser che consente di regolare l’orologio al secondo. La lancetta dei secondi rimane ferma quando si estrae la corona per regolare l’ora – e si riavvia appena la corona viene riportata nella sua posizione originaria. Altro elemento di assoluto spicco dell’Endeavour Small Seconds è l’essere dotato del modulo dello scappamento intercambiabile Moser. Questo elemento, credo uno dei più intelligenti, è stato sviluppato per semplificare la regolazione, la pulizia e la manutenzione dell’orologio. Consente infatti all’orologiaio di estrarre il modulo dello scappamento esistente e quindi pulire e lubrificare il resto del movimento prima di installare un nuovo modulo pre-regolato. L’orologio l’ho indossato (come da mia consuetudine nelle prove che faccio) in ogni circostanza, ovviamente con la dovuta attenzione visto il costo (€ 15.000, ma li vale tutti) e il fatto che (ahimè) l’orologio non è mio: al lavoro come nel tempo libero, in auto piuttosto che in scooter. E in ogni situazione mi è sempre risultato portabilissimo, forse anche merito delle dimensioni contenute della cassa. Continua a leggere

Rado HyperChrome Match Point: prova al polso

Rado HyperChrome Match Point

Rado, che trovo sappia quasi sempre proporre orologi piacevoli, tecnologicamente avanzati e dal prezzo buono, mi ha permesso di provare l’HyperChrome Match Point. A prima vista questo orologio, in edizione limitata a 999 esemplari, può sembrare simile agli altri cronografi automatici HyperChrome, ma una volta che l’ho avuto al polso mi è parso ancor più dinamico, con la scala tachimetrica incisa intorno alla lunetta lucida. Una scala tachimetrica è il massimo per ogni appassionato di sport: ho potuto misurare la velocità sulla base del tempo trascorso o la distanza in base alla velocità. Il look sobrio grazie alla lucentezza metallica della ceramica hi-tech al plasma, secondo me permette di indossarlo sia per una partita di tennis sia per una cena. Ispirato al mondo del tennis, è dotato di una cassa monoblocco e un bracciale interamente in ceramica hi-tech al plasma che ho trovato leggerissimo e portabilissimo. Orologio che, pur nella sua sobrietà, si è fatto notare nei giorni che l’avevo al polso: amici e colleghi, infatti, si sono incuriositi e più di uno ha voluto provarlo.

Il contatore dei secondi, in continuo movimento, è contrassegnato alle cifre 00, 15 e 40, mentre il contatore dei minuti cronografici al 30, per richiamare i punti del gioco del tennis (gioco richiamato pure dal disegno che ricorda una rete sul contatore cronografico delle ore). Continua a leggere