Orologeria Luigi Verga: restyling in grande stile!

Umberto Verga

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Un po’ in sordina (l’understatement è nel DNA della famiglia), riapre oggi completamente rinnovato e ampliato, lo storico negozio Luigi Verga in Via Mazzini a Milano. Ve ne parlo perché, di questi periodi, vedere realtà imprenditoriali italiane scommettere decisamente sul proprio futuro lo considero un bel segnale. La crisi che sta colpendo oramai da qualche anno l’Italia, per fortuna non viene vissuta da tutti allo stesso modo. E non perchè stiamo parlando del settore del lusso: anche questo settore in Italia, al netto degli acquirenti stranieri, non è che viva un gran momento, per usare un eufemismo… A prescindere dal settore merceologico, oramai trovare qualcuno che ancora creda che lavorare sulla formazione, curare l’attenzione al particolare, migliorare il CRM (in questo caso traducibile nel rapporto col pubblico e nel servizio post-vendita), investire in tecnologia porti, a prescindere dalla congiuntura economica, un miglioramento a medio-lungo termine, è cosa rara e per questo meritevole di menzione. Continua a leggere

Secondo polso: alternativo o no all’acquisto di un orologio nuovo?

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Aldo Brix e Mauro Daustria

 

In un periodo non certo roseo per l’economia italiana, anche il settore dell’orologeria risente in parte di questa contrazione. Dico in parte perché questo settore più di altri riesce a fronteggiare le difficoltà, sia grazie a un’offerta articolata (come referenze e soprattutto come prezzi), sia puntando molto anche sul cosiddetto “secondo polso”. Gli orologi “usati”, infatti, sempre più si stanno affermando oltre che tra privati, anche come valore aggiunto di molti negozi di orologi che, tra l’altro, possono offrire al potenziale cliente maggiori garanzie su provenienza e corretto funzionamento.

Il “secondo polso” a volte può essere anche usato come leva per finalizzare un nuovo acquisto più importante; altre volte è semplicemente utilizzato per permettere anche a portafogli meno “gonfi” di indossare un orologio altrimenti non acquistabile.

Ho voluto approfondire il tema con una delle più note orologerie italiane, la Luigi Verga di Milano, per comprendere meglio il fenomeno visto e considerato che anche loro stanno credendo nel secondo polso. Ho perciò posto qualche domanda al titolare Umberto Verga e al Direttore Generale, Aldo Brix. Continua a leggere

Audemars Piguet: visita a Le Brassus

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Jules Audemars - Scappamento AP

 

 

Con la dirigenza italiana della Audemars Piguet e l’Orologeria Luigi Verga di Milano, ho potuto visitare la sede principale della famosa manifattura svizzera. Esperienza a dir poco affascinante, vista la storia, la tecnica e la competenza che “trasuda” sul posto. La Maison svizzera nasce nel 1875 a Le Brassus grazie a due giovani orologiai della zona, Jules-Louis Audemars  e Edward-Auguste Piguet. E da allora è rimasta sia radicata nella Valle dello Giura, sia di proprietà delle due famiglie fondatrici.

In 3 intrepidi ci siamo ritrovati in Via Mazzini a Milano, dove ci aspettavano con una fiammante Range Rover Vogue, gentilmente messaci a disposizione dalla Casa Automobilistica, Umberto Verga e il suo Direttore Generale. Il viaggio, vuoi per la comodità del mezzo, vuoi per  la simpatia del gruppo, è durato un nulla, nonostante le asperità climatiche (la Vallèe de Joux d’inverno rimane quasi isolata a causa delle forti nevicate).

Giunti a destinazione, ad accoglierci c’erano Franco Ziviani (Amministratore delegato di Audemars Italia), Andrea Cardillo (direttore commerciale) e François-Henry Bennahmias (CEO Audemars Piguet), coi quali abbiamo cenato e ascoltato piacevoli aneddoti sulla loro maison. Uno, in particolare, mi sento di condividerlo con voi: François-Henry Bennahmias ci ha svelato la vera storia della genesi del Royal Oak. Nel 1970 a Gerald Genta (uno dei più grandi designer di orologi di tutti i tempi: basti pensare al Royal Oak appunto, al Nautilus di Patek Philippe, all’Ingenieur di IWC, al Pasha di Cartier per citare i più famosi) la casa svizzera, con la quale già collaborava, e il distributore italiano Carlo De Marchi, gli commissionano (in particolare per il mercato italiano) un orologio sportivo d’acciaio, allora una scommessa decisamente audace… Continua a leggere

Matteo Marzotto, Sotheby’s e Gruppo 24 Ore insieme a favore della fibrosi cistica.

SOTHEBY’S E GRUPPO 24 ORE INSIEME PER L’ASTA CHARITY DELL’ANNO A FAVORE DELLA FIBROSI CISTICA.

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La storica casa d’aste inglese, il gruppo editoriale italiano (attraverso Moda24 e 24 ORE Cultura), assieme a Orologeria Luigi Verga e CartaSi, con il patrocinio della Rai, sono i promotori dell’imperdibile appuntamento, dedicato ai collezionisti, per aiutare la ricerca promossa dalla FFC Onlus, che si sta preparando ad investire ingenti risorse in progetti strategici per trovare una cura definitiva alla malattia genetica grave più diffusa.

 Nella Sede del Gruppo 24 ORE (Sala Collina), saranno battuti all’asta preziosi oggetti di grande valore: orologi rari, opere d’arte, gioielli e pacchetti viaggio luxury, offerti da prestigiosi brand internazionali e da importanti collezionisti privati.

 Tra i donatori di oggetti rari e pezzi unici presentati nei lotti fuori catalogo:

Marta Marzotto, l’A.D. del Gruppo Ferragamo Michele Norsa, la consorte Maria Franca e l’artista torinese Aberto Lanteri.

 Il ricavato sosterrà la raccolta fondi a favore di un promettente studio mirato all’individuazione di terapie attive sul difetto di base della F.C.

Milano – La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus riparte in grande stile e apre le porte del nuovo anno da protagonista in occasione dell’appuntamento charity in programma mercoledì 23 Gennaio 2013, ore 18:30, nella Sede del Gruppo 24 ORE (via Monte Rosa 91 – Milano). Continua a leggere