Patek Philippe e le sue nuove Grandi Complicazioni

Grandmaster Chime Haute Joaillerie Ref. 6300/401G-001

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Patek Philippe ama sorprendere sempre. E questa volta lo fa aggiungendo alla collezione quattro nuovi modelli che coniugano Grandi Complicazioni e alta gioielleria: due nuove versioni del Grandmaster Chime Ref. 6300, l’orologio da polso più complicato della Manifattura, presentato con diamanti e zaffiri blu taglio baguette e due reinterpretazioni del cronografo con calendario perpetuo Ref. 5271 impreziosite da zaffiri blu o rubini taglio baguette. La loro produzione annuale sarà limitata per via della complessa realizzazione dei movimenti e delle casse e del certosino lavoro di incastonatura delle pietre preziose. Vediamoli più nel dettaglio.

Grandmaster Chime Haute Joaillerie Ref. 6300/400G-001 e 6300/401G-001. Il Patek Philippe Grandmaster Chime, lanciato in edizione limitata per il 175° anniversario della manifattura nel 2014, è entrato nella collezione corrente nel 2016. Dal 2019, questo orologio da polso double face è proposto in una versione in oro bianco con due quadranti blu opalino. Le due nuove versioni Haute Joaillerie sono in oro bianco. La Ref. 6300/400G-001 si distingue per i suoi 409 diamanti taglio baguette (31,35 carati!) incastonati sulla cassa, le due lunette e il fermaglio déployant. La Ref. 6300/401G-001 è impreziosita da 118 zaffiri blu taglio baguette (11,9 carati) su una delle lunette (lato indicazioni orarie) e sul fermaglio déployant e da 291 diamanti taglio baguette (20,54 carati) sulla seconda lunetta (lato calendario) e sulla cassa; in totale parliamo di 32,44 carati! Le pietre preziose sono ulteriormente valorizzate dalla incastonatura invisibile, la cosiddetta tecnica serti invisible, sulla banda della carrure, sui fianchi degli attacchi del bracciale e sugli elementi che li collegano. La cassa double face reversibile si distingue per il suo meccanismo di rotazione brevettato che permette di indossarla come lo si desidera, con uno o l’altro quadrante visibile. I due quadranti in oro adottano un elegante colore nero ebano opalino con decorazione “Clous de Paris” guilloché a mano sul lato delle indicazioni orarie. Il cinturino in pelle di alligatore nera lucida è completato da cuciture in contrasto écru sul primo o blu sul secondo modello. Come accennavo sopra, con le sue venti complicazioni questo modello è l’orologio da polso Patek Philippe più complicato in produzione corrente. Le sue cinque funzioni sonore su tre timbri comprendono una grande suoneria, una piccola suoneria, una ripetizione minuti e due esclusive mondiali brevettate: una sveglia che suona l’ora preselezionata e una ripetizione della data che suona il giorno del calendario a volontà. Il calibro 300 GS AL 36-750 QIS FUS IRM a carica automatica, composto di 1.366 pezzi, integra anche un calendario perpetuo con visualizzazione dell’anno a quattro cifre. Gli orologi sono accompagnati da gemelli in oro bianco con una fila di diamanti taglio baguette o di zaffiri blu taglio baguette sul bordo, con placca in oro bianco impreziosita da una finitura nero ebano opalino, da una decorazione “Clous de Paris” guilloché a mano e dalla croce di Calatrava, che è l’emblema di Patek Philippe.

Cronografo con calendario perpetuo Ref. 5271/11P-010 e 5271/12P-010. Con il lancio nel 1941 della Ref. 1518, il cronografo con calendario perpetuo è diventato un grande classico di Patek Philippe. Dal 2011 questo segnatempo monta il calibro CH 29-535 PS Q interamente progettato e realizzato dai laboratori della manifattura (Ref. 5270). Nel 2014, Patek Philippe lo reinterpreta in una versione in platino impreziosita da un’incastonatura di diamanti taglio baguette. Per arrivare a oggi con le due nuove referenze. La prima, la Ref. 5271/11P-010, spicca per la lunetta, gli attacchi del bracciale e il fermaglio déployant con 80 zaffiri blu taglio baguette incastonati (5,16 carati) e per il quadrante laccato blu sfumato nero sul bordo. Il profilo slanciato degli attacchi del bracciale a godron è sottolineato dagli zaffiri taglio baguette di cinque diverse dimensioni. Il cinturino è in alligatore nero lucido con cuciture in contrasto blu. Sulla nuova Ref. 5271/12P-010, invece, scintillano 80 rubini taglio baguette (5,25 carati) incastonati sulla lunetta, gli attacchi del bracciale e il fermaglio déployant. Al colore intenso delle gemme fa eco il rosso del quadrante laccato sfumato nero sul bordo e il rosso delle cuciture in contrasto che impreziosiscono il cinturino in alligatore nero lucido.

In entrambi gli orologi la cassa è in platino interamente lucidata a mano e i pulsanti sono satinati sui fianchi e lucidi sopra. La carrure reca un diamante taglio brillante incastonato a ore 6, una firma dei modelli in platino Patek Philippe. All’architettura tradizionale (carica manuale, ruota a colonne, innesto orizzontale a ruote dentate), il calibro CH 29-535 PS Q abbina sei innovazioni brevettate a livello del cronografo e un meccanismo di calendario sorprendentemente piatto (1,65 mm). Il movimento è visibile attraverso il fondo cassa in cristallo di zaffiro trasparente ed è intercambiabile con un fondo cassa pieno in platino. Voi quale preferite?

Janvier68

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