Patek Philippe: il Nautilus

Nautilus 3700

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Con questa fotogallery vogliamo ripercorrere la storia dei modelli cosidetti Jumbo del Nautilus. Prima però un po’ di storia.

Lo stereotipo dell’orologio di lusso negli anni 70 era con cassa in oro e movimento automatico, più’ piatto possibile: questo e’ il riassunto di com’era l’orologeria classica in quel periodo.
Nel 1976 Patek Philippe stupisce il mondo interpretando in maniera diversa l’orologio, producendo un modello in acciaio , di grandi dimensioni (42mm) e impermeabile fino a 60 metri, destinato a persone dinamiche, robusto da indossare in qualsiasi occasione. Fu presentato alla fiera di BASILEA stupendo i visitatori, effettivamente uno sportivo d’acciaio di grandi dimensioni e per di più con bracciale integrato ,per il periodo, era poco ortodosso e fuori dai canoni comuni.
All’epoca non venivano realizzati grandi lanci pubblicitari, le aziende si limitavano a presentarlo, senza ricorrere agli schiamazzi del marketing, cio’ che l’orologio esprimeva era solo frutto di un progetto innovativo e originale. Il design fu affidato a Gerald Genta che si ispirò ad uno sportello di un sottomarino, una specie di oblò. Il Nautilus era, infatti, il sottomarino del Capt. Nemo nel romanzo “Ventimila leghe sotto i mari”. Venne “battezzato” con la Ref. 3700 e nominato Nautilus, per gli appassionati il “Jumbo“. Realizzato con una cassa monoblocco (fondello carrure) tornita per alloggiare il movimento sulla quale veniva fissata una guarnizione ovale e la lunetta con quattro viti poste sulle sulle prominenti e caratteristiche anse laterali. Continua a leggere

Laura Cremaschi: nuova intervista alla regina dei pronostici calcistici!

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Ciao Laura, intanto complimenti per avere azzeccato il pronostico di Inter-Juve settimana scorsa!

Grazie! Sono molto impegnata per il lavoro, ma la mia passione calcistica sta diventando quasi un secondo lavoro. I pronostici hanno avuto un tam-tam mediatico devo dire sorprendente e  mi hanno avvicinato ancora di più al mondo del calcio in maniera molto divertente.

 

D: Qualche aneddoto recente che ti è successo  con un orologio?

R: Ho sempre amato gli orologi automatici rispetto ai freddi e precisi quarzi e ho accettato che quelli automatici avessero una tolleranza della precisione che potesse essere di alcuni minuti in avanti o in dietro ,parlando con alcuni amici mi hanno fatto credere erroneamente che dipendesse dal battito del mio cuore fino a quando mi sono tolta la curiosità chiedendolo al mio Orologiaio di fiducia, Cesare Curnis della Gioielleria omonima di Bergamo, che con accuratezza mi ha spiegato che le variabili sono molteplici ,battiti esclusi, la temperatura la posizione e la regolazione del bilanciere in queste due grandi variabili. Poi mi ha confidato che per ritardare o anticipare un orologio si può semplicemente appoggiarlo la sera sul comodino in costa con la corona rivolta in alto o in basso raccomandandosi di non appoggiarlo piatto come spontaneamente facciamo tutti .In queste due posizioni la gravità incide sul funzionamento del bilanciere più di ogni altra  forza e contrastando le influenze della mia giornata frenetica e del mio cuore galoppante sempre  innamorato. Continua a leggere