Santos de Cartier: prova al polso

Santos de Cartier

 

Pochi giorni fa, grazie a Federico Verga (titolare di una delle boutiques di Luigi Verga a Milano, quella in zona Game Aulenti), ho avuto modo di provare alcune versioni  del nuovo e bellissimo Santos de Cartier. Vi dico subito che, senza tradire la filosofia dell’esemplare originale, il nuovo Santos è rimasto fedele alla sua filosofia iniziale: essere innovativo e in continua evoluzione allo stesso tempo. Disegnato dalla Manifattura Cartier, il nuovo segnatempo ha mantenuto immutate sia la forma squadrata sia la simmetria (che riprende i quattro spigoli vivi della Torre Eiffel). La prima novità che ho riscontrato, invece, è rappresentata dal nuovo design della lunetta: non è più un anello quadrato a sezione costante, ma riduce la discontinuità tra cassa e bracciale o cinturino ed aumenta la sensazione di bracciale integrato. Un design che risponde all’esigenza di comfort e di ergonomia per un orologio che da sempre si adatta perfettamente al polso. E si è adattato eccome anche al mio! Sia quando l’ho provato col bracciale in acciaio, sia quando ho messo il cinturino. Si, perché una delle caratteristiche (almeno per me) più significative di questa nuova versione del Santos è l’assoluta e facile intercambiabilità di bracciali e cinturini. Che siano in acciaio, oro, pelle di vitello o di alligatore, infatti, tutti i modelli sono facilmente intercambiabili grazie al sistema QuickSwitch, costituito da un meccanismo invisibile che diventa un tutt’uno con l’architettura della cassa e il cui brevetto è stato depositato da Cartier. Situato sotto il cinturino, viene attivato da una semplice pressione: credetemi, è più facile a farlo che a descrivervelo! E come non bastasse, si può agire anche sulla regolazione precisa delle maglie e quindi della misura del bracciale in metallo. Il sistema SmartLink, oggetto di un altro brevetto depositato, mi ha consentito di regolare la lunghezza del bracciale in modo autonomo e senza l’impiego di ulteriori strumenti. Io ho ogni tipo di cacciavite e strumento da aspirante orologiaio, ma la maggior parte delle persone giustamente ne è sprovvisto. Ogni maglia SmartLink presenta un pulsante che consente di estrarre la barretta di fissaggio e di rimuovere o aggiungere una delle maglie in metallo spazzolato ornata di viti dell’orologio Santos de Cartier. E’ la moda del momento (da parte di molti marchi di orologeria) offrire la possibilità di sostituire i cinturini; ma la possibilità di sostituire bracciale con cinturini e togliere pure maglie dal bracciale in un modo così facile ed immediato è  qualcosa di veramente unico e intelligente. E permette di poter usare l’orologio nelle più disparate situazioni (eleganti, casual, sportive) oltre ad adattarsi ai vari modo di chi lo deve indossare. E’ un po’ come cambiare l’orologio, senza cambiarlo!

Determinante nella storia dell’orologio Santos de Cartier, il bracciale lo ha trasformato nel primo orologio moderno destinato a essere indossato al polso. Un po’ di storia sull’origine di questo splendido segnatempo può aiutare. Nel 1901, l’aviatore Santos Dumont raccontò all’amico Louis Cartier la difficoltà di leggere l’ora in volo su un orologio da tasca. Tre anni dopo, Cartier stravolse l’orologeria creando per l’amico pilota il primo orologio da polso moderno. All’epoca dotato di un cinturino di pelle (materiale totalmente inedito nell’universo orologiero), l’orologio affrancò per sempre il gesto della lettura dell’ora, fino a quel momento vincolato appunto agli orologi da tasca.

Gli orologi che ho provato sono animati dal calibro automatico 1847 MC di manifattura e l’impiego di componenti amagnetici in nickel-fosforo per i meccanismi dello scappamento e del movimento, oltre che di una fibbia realizzata in una lega paramagnetica integrata alla cassa, consente al calibro di resistere efficacemente ai forti campi magnetici cui può essere esposto un orologio. Il quadrante è di un bell’opalino argentato, le lancette sono a forma di gladio d’acciaio azzurrato e il vetro è vetro zaffiro. L’orologio, inoltre, è comunque resistente di suo e, una volta al polso, da un parte dopo poco mi sono dimenticato di indossarlo (anche se poi mi ricordavo di quanto bello fosse e tornavo ad ammirarlo!), dall’altra mi ha trasferito una sensazione di assoluta robustezza. 

Grazie all’assemblaggio con viti, il nuovo orologio Santos de Cartier assicura un’impermeabilità fino a 100 metri, pur mantenendo uno spessore minimo. Non ho potuto provare l’impermeabilità dichiarata; mi sono limitato ad un bagno in piscina oltre ad aver usato l’orologio in altre situazioni come al lavoro o la sera sia a casa sia quando con mia moglie uscivamo con amici. E devo dire che l’orologio si è fatto notare, eccome!  Amici e colleghi l’hanno notato quasi subito, rimanendone affascinati. E più di uno ha subito riconosciuto il nuovo modello (complimenti alla Maison e alla sua attività di comunicazione in queste settimane perciò). L’orologio è disponibile in un numero veramente tendente all’infinito di versioni: cassa Media o Grande, bracciale acciaio, acciaio e oro o oro, cassa in acciaio, oro giallo o oro rosa, una ventina di cinturini in pelle di vitello o alligatore… Il segnatempo viene venduto con un secondo cinturino in pelle di vitello con fibbia pieghevole a doppia regolazione in acciaio. Una sola parola: fantastico! Aggiungo che, con Federico Verga, non riuscivamo a decidere quali provare tanto mi piacevano tutti! Anche per “colpa sua” avendomi offerto la possibilità di provarli praticamente tutti, sia le versioni in acciaio sia quelle in oro. Forse, i 2 che ho preferito sono quello in acciaio (un classico) e quello in oro rosa con cinturino blu: di un’eleganza senza tempo. Ah, le nuove dimensioni sono rispettivamente di 35.1 x 41.9 x 8.83 mm per il modello medio e 39.8 x 47.5 x 9.08 mm per la versione larga (larghezza lunghezza da ansa ad ansa spessore). Secondo me tutte e due le misure delle casse sono indifferentemente portabili da uomini e donne. Quasi dimenticavo: una differenza tra la versione media e quella grande è la presenza del datario a ore 6 nel modello grande. Non amo comunicare il prezzo, come molti di voi lettori sanno, ma qui faccio un’eccezione. Perché, ricordandoci che si tratta di un Cartier con nuovo movimento di manifattura, il prezzo consigliato al pubblico parte da € 6100. Caro? No, credetemi.

Ma chi era Santos Dumont? Ideatore di ventidue apparecchi per il volo, dal dirigibile all’elicottero, dal monoplano al biplano, il pilota brasiliano possiamo dire che anticipò il futuro. Fu il primo a sorvolare Parigi intorno alla Torre Eiffel nel 1901, prima di essere vittima di diversi incidenti, tra i quali il più spettacolare lo vedrà precipitare sul tetto di un edificio del Trocadéro. Cinque anni dopo farà decollare il primo aereo, il 14 Bis nel parco di Bagatelle, mettendo a segno i primi tre record del mondo ufficiali che accertavano il volo di una macchina “più pesante dell’aria”. Il suo è stato indubbiamente un fondamentale contributo all’avanzamento del settore aeronautico. Figura emblematica dell’ingegneria moderna, noto per aver inaugurato i primi voli in mongolfiera nel 1897 e poi per aver inventato l’antenato dell’aereo con La Demoiselle nel 1907, Alberto Santos-Dumont è più di un semplice pilota. Lo stile, la personalità e il fiuto per l’innovazione ne hanno fatto un uomo senza tempo.

 

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