Revolution è in edicola!

 

 Guardare lontano. E’ quanto si prefigge il magazine appena uscito.

Da ieri potete trovare in edicola (per chi non fosse già abbonato) il trimestrale Revolution, uno dei migliori magazine al mondo dedicati agli orologi. Si, mi sento di dire al mondo perché trattasi di un format internazionale nato nel 2005, tradotto in 7 lingue e presente in 12 paese. In Italia ha “visto la luce” nell’autunno del 2007 grazie al coraggio e alla lungimiranza di un editore/imprenditore come Enrico Zazzali. Direttore responsabile è un nome storico nel panorama dell’orologeria italiana: Maurizio Favot (che intervisteremo nei prossimi giorni). E’ una rivista importante, sia per le dimensioni e il peso generosi (ogni numero sfiora il kilo di peso), sia per un prezzo di copertina che  volutamente non si piega alle logiche odierne quasi di “dumping” dell’editoria. E pure la scelta di mantenerlo trimestrale vuole essere quella di proporre una rivista interessata più a coltivare una passione piuttosto che all’acquisto (non a caso loro come noi sul Blog Signori degli orologi non amiamo riportare pedissequamente il prezzo degli orologi descritti). Negli ultimi numeri poi, sta sempre più diventando una rivista di lifestyle completa, con collaborazioni prestigiose come quella ad esempio di Sandro Sangiorgi, esperto di vino.

Di questo numero, dove troneggia in copertina uno splendido Patek Philippe Sky Moon Tourbillon, ho particolarmente apprezzato il reportage su Basilea, l’articolo sui 180 anni di Jaeger-LeCoultre e soprattutto l’analisi (anzi, come la chiamano giustamente loro, la dissezione) di 2 dei cronografi più innovativi attualmente prodotti: il calibro Patek Philippe CHR 29-535 PS Q e il calibro 380 di Jaeger-LeCoultre. Lasciando intendere che questo tipo di analisi proseguirà nei prossimi numeri! Last but not least, vi consiglio la lettura del pezzo “Mission: possible” sull’avventura di una ventina di intrepidi harleysti partiti dalla Numero Uno di Milano (storico concessionario Harley) alla volta di La Chaux-de-Fonds in Svizzera per visitare l’incredibile manifattura Breitling. Perché ve lo consiglio: ma perché mi ha visto coinvolto in prima persona!

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