Prova al Polso: Rolex Daytona 116506, tutto un altro pianeta

Daytona 116506

Si, avete ragione, il titolo è un poco forte, forse rileggendolo è pure sbagliato: sarebbe stato più corretto dire “viene da un altro pianeta”. La prova che sto per scrivere sono sicuro dividerà in due i lettori come sempre quando si parla di Rolex. A questo punto, per altro, chi non ama particolarmente Rolex potrebbe anche decidere di cambiare sito e leggere altro. Sbagliando. Questo Rolex in platino, presentato poco più di un anno fa a Basilea, ha un fascino indescrivibile e che, purtroppo, non credo saprò trasmettere a pieno in questo articolo. Da sempre ritengo il Daytona in ogni sua declinazione (per i miei gusti a partire dai 6263/6265) uno degli orologi più belli al mondo. Un orologio senza tempo, con un carattere forte nella sua estrema semplicità.
Negli anni mi sono cosi abituato a vederlo, a conoscerlo, ad amarlo che quasi era finito nel dimenticatoio, un po’ come quei vecchi amori dei tempi di scuola che paiono ormai assopiti. Poi mi è stata data l’opportunità di effettuare la prova al polso di questa variante in platino e le emozioni di un tempo sono tornate con un vigore mai prima provato.
Io non so cosa sia a rendere questo orologio cosi eccezionale ai miei occhi. Non so perché riesca a trasmettermi emozioni inusuali, forti, estreme…
Quando mi è arrivato per la prova non ero preparato a questa cosa, anzi. Provare un orologio che comunque, negli anni, avevo indossato (in altre versioni) parecchie volte mi pareva quasi una perdita di tempo. Tuttavia provo quello che mi viene chiesto di testare, non chiedo e non scelgo.
Aperta la scatola sono rimasto subito colpito dal colore del quadrante e dal contrasto della ghiera ceramica marrone. Un connubio inusuale su Rolex che porta alla mente la bellezza del 6263 con la sua ghiera nera. Oltre al forte impatto cromatico vi è un altro impatto davvero forte: il peso. Quando lo si prende in mano si resta davvero impressionati dal peso di questa versione tanto da chiedersi se non sarà quasi fastidioso da indossare. Una volta indossato invece è un peso ben distribuito e che non da assolutamente fastidio. Ed inizia la magia….
Molti di voi che stanno leggendo hanno indossato, almeno una volta, un Daytona e sanno quindi quanto questo stia bene al polso con la sua armoniosa semplicità. Devo dire che ci ero cosi abituato che neppure notavo la sua perfezione. Poi è arrivato questo 116506 e tutto, in un momento, è cambiato.
Portare al polso per due settimane questo orologio è stato davvero un’esperienza unica, emozionante. L’orologio ha un mix di forme, colori (non solo del quadrante e della ghiera ma anche della diversa tonalità del platino rispetto ad altri materiali) che lo rendono unico e di un fascino incredibile. Un orologio che non viene notato da chi conosce poco Rolex e lo scambia quindi per un Daytona in acciaio, ma che fa brillare gli occhi a chi conosce gli orologi e capisce al volo di vedere dal vivo un pezzo davvero speciale e raro (non per i numeri ma per il suo costo). Un orologio che solo dei collezionisti possono capire ed acquistare. Con il suo costo di € 61.550 non sarà di certo l’unico orologio di una persona. Chi spende infatti questi soldi per un Daytona ama il marchio ed ama le cose speciali.
In questi anni ho provato davvero molti orologi, forse troppi per ricordarli tutti. Ho però la certezza di ricordare bene quelli che mi hanno davvero emozionato: e li posso contare sulle dita di una mano. Questo Daytona in Platino rientra fra questi. Un orologio che mi ha dato un vero piacere nell’indossarlo, nel guardare i suoi colori, le sfumature di un quadrante di un azzurro perfetto.
Purtroppo, come in ogni prova, alla fine mi è toccato renderlo e, credetemi, questa volta mi è costato davvero tanto farlo….

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10 risposte a “Prova al Polso: Rolex Daytona 116506, tutto un altro pianeta

  1. Direi che il redattore dell’articolo è in overdose da Rolex. Che il Daytona sia un bell’orologio è fuori discussione, come tanti altri anche se è una questione di gusti, ma a ben guardare non è proprio nulla di eccezionale se non il prezzo che è, come da politica esclusivista Rolex, esageratamente alto. Eppure questa Casa così eccessivamente osannata quando ha deciso di abbandonare gli ormai immutati da sempre daydate o datejust per offrire ai clenti un cronometro, ,,,non l’ha saputo fare ed è ricorso ad una fornitura esterna di alta qualità il El Primero della Zenith. Ci sono voluti alcuni anni perché Rolex presentasse il suo movimento, Poteva copiare il migliore in assoluto, l’851 dello speedmaster omega. Comunque la Rolex sta vivendo su pochi ed obsoleti modelli, che sono divenuti più che altro degli status symbol, da esibire al polso a prescindere dal fatto che la qualità meccanica non corrisponde assolutamente al prezzo,

      • Ma perché, caro Giorgione, non hai la stessa signorilità democratica anche su O&P, dove alla minima critica si viene bannati, eh? Rolexaro convinto, qualsiasi cosa vomiti Rolex è il top. Bah.

  2. Consolati, in fondo ti costava di più tenerlo 🙂
    Grazie per le foto Live al polso, rende meglio il colore. Rolex dovrebbe evitare di far girare le fot rendering, lo fanno sembrare quasi un Toy Watch.
    Piccolo appunto, una foto al polso leggermente più distante, con una luce più neutra secondo me poteva rendere meglio l’effetto reale, così ì colori semnrano troppo sparati.

  3. il Daytona ha sempre il suo fascino….rimane l’orologio allround per eccellenza, bello sotto un completo ,così come abbinato a jeans e maglietta (probabilmente più la seconda..)
    purtroppo, invece di rimanere fedeli allo stile iniziale, abbastanza minimal del “paul Newman”, in Rolex stanno inseguendo grafiche quadrante e style cassa/bracciale da brand per neo ricchi russi e/o cinesi ….
    la referenza della foto, sinceramente, è da polso di flavio briatore….molto meno adatto (se fosse ancora vivo…) a quello di paul Newman….

  4. Come tutti i Rolex non mi dice niente, gli concedo solo la bellezza del crono, ma se lo metto di fianco ad un Broad Arrow qualsiasi scompare definitivamente. Ad 1/10 del costo

  5. No no, nonm voleva dare consigli sulle foto, nel 90% dei casi le preferisco cosi da vicino anche per godersi meglio i dettagli, in questo specifico caso avrei prefertio delle foto leggermente più distanti dati dalla particolarità dei colori, così da vicino sparano “troppo?”, leggermente più lontano forse danno un’idea più naturale.
    Ad esempio ho parlato con una persona che ha provato il nuovo Deep Sea, dice che il quadrannte sotto la luce diretta mostra in maniera netta il passaggio del colore dal blu al nero, cosa che non accade nell’uso quotidiano e a condizione di luce normale quasi non si nota.
    Ecco l’idea quando ci sono colori particolari l’idea di un bel primo piano ma anche di una foto con effetto più naturale, bastavano 10 cm di distanza in più.

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