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Vacheron Constantin e l’Italia: retrospettiva di una storia ininterrotta

Vacheron Constantin - Orologio da polso del 1950, Modello 4461

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Dal 24 gennaio al 29 febbraio 2020, Vacheron Constantin (fondata nel 1755, è la più antica Manifattura orologiera al mondo con un’attività ininterrotta di oltre 260 anni) presenta “VACHERON CONSTANTIN E L’ITALIA” retrospettiva di una storia ininterrotta”, una mostra di creazioni provenienti dal patrimonio della Maison allestita presso Pisa Orologeria in Via Verri (la boutique milanese del brand); mostra che io ho avuto la fortuna di poter vedere in anteprima. E’ un’esposizione che vi consiglio caldamente. Tredici creazioni datate tra il 1824 e il 1979 che ripercorrono le tappe più significative del rapporto tra la Maison ginevrina e l’Italia, raccontato attraverso l’orologeria d’eccezione. Una storia d’amore, una liaison che risale ai primi dell’800 e che non si è mai interrotta. L’esposizione si apre con una creazione del 1824 decisamente simbolica, un orologio da tasca d’oro giallo con quadrante argentato e numeri romani, decorato sul retro con una mappa dell’Italia realizzata con smalto champlevé, dai toni blu e azzurro vivaci. La rassegna include 6 orologi da tasca: tra gli altri, lo splendido modello del 1905 presentato in occasione dell’Esposizione Internazionale del Sempione tenutasi a Milano nel 1906, uno dei pezzi che valse alla Maison il premio della giuria internazionale per la qualità e la perfezione dei suoi segnatempo. Il modello è il “Chardon” un orologio da tasca d’oro giallo con il retro decorato con un motivo floreale di smalto cloisonné. Il quadrante guilloché presenta 11 numeri arabi, piccoli secondi a ore 6. Tra gli orologi da polso, invece, degno di nota è il modello 4461 del 1950, un segnatempo d’oro giallo con calendario completo e fasi di luna: il quadrante di questa creazione è argentato con numeri romani e 12 indici a forma di stella in oro giallo. Il giorno della settimana e il mese sono leggibili attraverso due finestrelle posizionate tra le ore 12 e il centro del quadrante e sono scritti in italiano. A introdurre le collezioni contemporanee, è esposto il famoso modello “222“, il segnatempo che ha ispirato la nascita della collezione Overseas.

L’Italia può essere fiera della propria lunga tradizione orologiera. Gli scambi tra la penisola italiana e Ginevra ebbero un importante picco tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo periodo in cui Vacheron Constantin e la Maison Bautte & Cie, per la quale François Constantin lavorò, divennero protagoniste del settore dell’alta orologeria. Gli archivi della Maison Vacheron Constantin custodiscono transazioni che datano a partire dal 1812. Con il suo passaporto Jacques-Barthélémy Vacheron, che aveva assunto un ruolo nel business di famiglia, sviluppò i viaggi verso l’Italia toccando tutta la penisola: Genova, Venezia o Torino erano tra le destinazioni privilegiate. Egli frequentava le fiere per offrire i propri servizi di riparatore di orologi e coglieva l’opportunità di presentare una parte della propria produzione. Fu durante queste trasferte – spesso difficili e pericolose – che incontrò François Constantin, venditore della Maison Bautte & Cie. Jacques-Barthélémy Vacheron, orologiaio con incredibili doti tecniche – nipote di Jean-Marc Vacheron, fondatore della Maison – e François Constantin, astuto uomo d’affari e intrepido viaggiatore, unirono i loro talenti nel 1819. Questo incontro, ha dato vita alla firma caratteristica della Maison, ovvero un sottile equilibrio fra eccellenza orologiera e virtuosismo stilistico, nonché al suo motto: “Fare meglio se possibile, ed è sempre possibile”. Jacques-Barthélémy sarebbe stato responsabile della produzione a Ginevra e François Constantin avrebbe seguito lo sviluppo commerciale all’estero cominciando dall’Italia, un mercato che amava molto l’alta orologeria e che generava un’interessante domanda. I viaggi si moltiplicarono e presto divennero insufficienti rispetto alla crescita della richiesta locale. Per questo la Maison assunse dei rappresentanti sul posto per la vendita degli orologi, una strategia che si intensificò tra il 1840 e il 1850. Nel 1906 l’Esposizione internazionale del Sempione si tenne a Milano, il tema dell’esposizione rifletteva il soggetto del proprio emblematico manifesto disegnato da Leopoldo Metlicovitz, il trasporto, celebrando con l’occasione il tunnel transalpino del Sempione. L’esposizione accolse oltre 5 milioni di visitatori e 35mila espositori provenienti da 40 paesi incluso Vacheron Constantin che ricevette in quell’occasione il premio della giuria internazionale per la qualità e la perfezione dei suoi orologi. La collezione esposta includeva diversi modelli. A quell’epoca Vacheron Constantin consegnava i propri segnatempo in preziosi scrigni di legno. Aprendo il cofanetto il cliente avrebbe scoperto i premi ottenuti dalla Maison per l’intera collezione presentata all’esposizione. Queste scatole “pubblicitarie” accompagnavano gli orologi da tasca in tutti i paesi. Gli scambi con l’Italia permisero di avere informazioni precise su quali fossero i modelli di maggior successo oltre al profilo della clientela che includeva alcuni nomi noti come G.B. Pirelli (1872) o papa Pio X che acquistò un orologio d’argento nel 1923.

 

Vacheron Constantin e L’Italia, gli orologi in mostra

1824, Orologio da tasca, cassa in oro giallo, retro della cassa decorato con smalto champlévé raffigurante la mappa dell’Italia, quadrante d’argento guilloché con 12 numeri romani, piccoli secondi a ore 6.

1837, Orologio da tasca, cassa in oro giallo, fondello inciso con una scena marina, quadrante smaltato bianco con 12 numeri romani di smalto nero.

1905, Orologio da tasca, cassa in oro giallo decorata con smalto cloisonné raffigurante un motivo floreale composto da cardi, quadrante argentato guilloché con 11 numeri arabi, quadrante dei piccoli secondi a ore 6. Questo orologio è stato presentato all’Esposizione Internazionale di Milano nel 1906.

1908, Orologio da tasca, cassa in oro rosa, grande e piccola suoneria e meccanismo per la ripetizione minuti, fondo cassa decorato con stemma smaltato e policromo attribuito alla famiglia romana Salviati, quadrante di smalto bianco con 11 numeri arabi, piccoli secondi a ore 6.

1929, Orologio da tasca Art Déco, cassa in oro giallo e oro bianco, retro della cassa decorato con monogramma di smalto nero, finestrella delle ore saltanti a ore 12, minuti indicati da una lancetta di onice nera a forma di triangolo, quadrante argentato decorato con motivo guilloché soleil, cerchio dei minuti esterno graduato con numeri arabi stilizzati.

1941, Orologio da tasca, cassa in oro rosa, quadrante dorato con indici in oro con doppia firma: “Vacheron Constantin, Genève e Gobbi, Milano”, piccoli secondi a ore 6. Incisione personalizzata all’interno del fondello “All’Ing. Luigi Selmo gli amici della Vizzola affettuosamente Dicembre 1953”. Dalle ricerche effettuate, Luigi Selmo è stato direttore e ingegnere della ditta SIP idraulica della Regione Lombardia.

1948, Modello 4240 – Orologio da polso da uomo, calendario completo, cassa in oro rosa, quadrante dorato, numeri arabi e indici in oro rosa, giorno della settimana e del mese (in inglese) a finestrella tra le 12 e il centro, cerchio della data esterno di colore rosso, piccoli secondi a ore 6, cinturino in pelle e fibbia ad ardiglione in oro rosa.

1950, Modello 4461 – Orologio da polso da uomo, calendario completo con indicazione delle fasi lunari, cassa in oro giallo, quadrante argentato con numero romano al 12 e indici a stella in oro giallo, finestrelle del giorno della settimana e del mese (in italiano) tra le ore 12 e il centro, cerchio del datario esterno di colore blu, indicazione delle fasi lunari e piccoli secondi a ore 6, cerchio dei minuti esterno, cinturino in pelle e fibbia ad ardiglione in oro giallo.

1953, Modello 4907 – Orologio da polso da uomo “Chronomètre Royal”, cassa in oro giallo, secondi centrali dotati di dispositivo “stop balance”, quadrante argentato con indici in oro giallo, cinturino in pelle e fibbia ad ardiglione in oro giallo.

1960, Modello 6115 – Orologio da polso da uomo ultrasottile, cassa in oro giallo, quadrante argentato con indici dorati, cinturino in pelle con fibbia ad ardiglione in oro giallo.

1962, Modello 6440 – Orologio da polso “Cioccolatone” da uomo a carica automatica con cassa di forma quadrata con angoli arrotondati in oro rosa, secondi centrali, quadrante argentato soleil con indici in oro rosa, cerchio interno dei minuti. Cinturino in pelle con fibbia ad ardiglione in oro rosa.

1965, Modello 4072 – Orologio da polso cronografo da uomo con contatore dei 30 minuti, in oro giallo, quadrante dorato con indici in oro giallo, scala pulsometrica graduata in francese, contatore dei 30 minuti a ore 3 e piccoli secondi a ore 9. Cinturino in pelle e fibbia ad ardiglione in oro giallo.

1979, Modello 46003/411 – Collezione “222” – Orologio da polso da uomo a carica automatica, cassa in oro giallo. Quadrante color grigio ardesia con indici in oro giallo luminescenti, ore, minuti e secondi centrali, data a finestrella a ore 3, bracciale integrato in oro giallo 18 carati.

 

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