Prova al Polso: Contograf Special Edition

EBERHARD & CO. Contograf Special Edition

Eberhard ci aveva sempre abituati ad orologi molto classici. Poi, qualche hanno fa, fece parlare il mondo dell’orologeria per il suo Chrono 4: il primo al mondo con i 4 contatori allineati. Adesso, al recente Baselworld, ha introdotto un altro orologio (questa volta in realtà solo una nuova variante grafica) che rompe un poco gli schemi introducendo il camouflage su di un orologio “serio”.
Nasce cosi il Contograf Special Edition dal look audace, contraddistinta da un quadrante mimetico sui toni del verde con indici neri in applique, sfaccettati. La lunetta in ceramica, nera o verde a seconda della versione, fa da cornice alla scala tachimetrica di ispirazione automobilistica. La nuova proposta è corredata da un cinturino in tela reps verde militare o dal bracciale in acciaio Chassis. Visti i miei rapporti di amicizia con il marchio mi è stata data la possibilità di provarlo ancora prima che fosse distribuito. Ed è stata una prova davvero piacevole.

Partirei con una breve descrizione del Contrograf.
E’ la rivisitazione di un modello storico. Il “Tribute to Contograf” mantiene il datario trapezoidale, le lancette tipo “Dauphine” luminescenti e la lunetta girevole unidirezionale, ora in ceramica con indici in acciaio. I tre indici particolari sul contatore dei minuti cronografici a ore 3, che indicano i tre minuti di intervallo corrispondenti allo scatto telefonico, sono stati conservati e ci rammentano un tempo in cui Skype non esisteva ancora .
In questa nuova versione l’orologio è davvero diverso da qualsiasi altro io abbia mai indossato. Continua a leggere

Eberhard & Co. Contograf, un tuffo nel passato

CONTOGRAF di Eberhard & Co. Anni '60

Per alcune grandi marche rilanciare dei modelli antecedenti all’epoca del quarzo sembra essere diventata un’abitudine, tanto che potrebbe nascere il sospetto che si tratti di un modo per guadagnare tempo in attesa di mettere a punto delle vere e proprie novità. Ci sono tuttavia delle valide ragioni per far rivivere certi modelli: gli orologi meccanici hanno raggiunto il picco più alto del loro sviluppo negli anni ’60, quando non esistevano sistemi più sofisticati per misurare il tempo. E se l’arrivo degli orologi elettronici ha improvvisamente reso la loro tecnologia obsoleta, si può affermare che i modelli di quell’epoca siano stati gli ultimi autentici orologi meccanici.
Del resto gli anni ’60 son stati un momento di rivoluzione estetica e sociale la cui impronta è ancora oggi visibile. In quell’epoca sono nati il Concorde, il più bell’aereo mai realizzato, e la Jaguar E-Type, celebrata da Enzo Ferrari come l’auto più straordinaria di tutti i tempi. Nello stesso periodo hanno visto la luce anche la Mini e la minigonna, due icone di stile ancora attualissime. Materiali innovativi e colori psichedelici invadevano la decorazione di interni, mentre i rocker – alcuni dei quali ancora oggi in auge – scatenavano passioni giovanili.

Infine, il 1960 è stato il momento in cui il cronografo da polso, divenuto popolare negli anni della velocità (anni ‘30 e ’40) e poi abbandonato per quasi un ventennio, ritorna di moda e diventa l’orologio per eccellenza, robusto e funzionale. In quel momento Eberhard & Co., sempre al passo con i tempi in termini di innovazione (il marchio ha lanciato il suo primo cronografo da polso nel 1919) lancia Contograf e definisce in modo indelebile i codici stilistici che si ritrovano nei modelli attuali di Omega, Rolex e Zenith: lunetta girevole, contatori, contagiri e finiture nere. Questo fece sì che il Contograf degli anni ‘60 divenisse rapidamente un best seller. Il suo ampio quadrante, perfettamente leggibile, potrebbe essere indossato da un uomo elegante di oggi. Continua a leggere