OMEGA 1957 Trilogy Limited Editions

OMEGA 1957 Trilogy Limited Editions

 

Questo fine settimana vi presento una splendida trilogia che ho potuto ammirare da OMEGA. Partiamo da lontano… Nel 1957 OMEGA presentò 3 segnatempo professionali che sarebbero diventati tutti dei classici assoluti: il Seamaster 300, il Railmaster e lo Speedmaster. Quest’anno OMEGA ha deciso di rendere omaggio a questi tre orologi, presentando l’edizione 60° anniversario di ogni modello, che potrà essere acquistata singolarmente o in una bellissima confezione tripla. Una particolare tecnica di scansione digitale, usata per la prima volta da OMEGA, ha fornito alla maison orologiera, le accurate quote e misure dei segnatempo originali che, insieme ai disegni originali, ha permesso la realizzazione dei nuovi orologi ovviamente rivisitati per il 21° secolo. Tutti e tre gli orologi hanno la cassa lucida in acciaio inossidabile e sono caratterizzati da quadranti neri “tropical”. I bracciali sono stati aggiornati per una maggiore resistenza e sono caratterizzati dal logo OMEGA in stile retrò sulla chiusura. Continua a leggere

OMEGA: i dieci modelli Speedmaster più rappresentativi

OMEGA e il primo Speedmaster

 

Questo week-end vi propongo una, spero, piacevole e a tratti inedita storia di uno degli orologi iconici di OMEGA: lo Speedmaster, certamente uno dei più famosi cronografi al mondo. Non a caso è stato scelto dagli astronauti, testato e certificato dalla NASA, indossato sulla Luna.

Partiamo dal 1957, quando OMEGA presenta la sua linea di orologi “Professionali” che comprende il Seamaster 300, il Railmaster e il primo Speedmaster, il CK 2915, destinato ad appassionati di auto e piloti da corsa. La sua lunetta tachimetrica sistemata – per la prima volta in assoluto – all’esterno del quadrante e del vetro e disegnata per essere parte del design esterno della cassa, è una prima mondiale. Equipaggiato con il calibro a carica manuale 321 e dotato di lancetta delle ore “Broad Arrow”, lo Speedmaster riscuote un immediato successo.

Nel 1959 viene introdotto un modello di Speedmaster revisionato, il CK 2998. Ha la stessa cassa simmetrica e racchiude lo stesso calibro 321, ma le nuove lancette “Alpha” sostituiscono quelle utilizzate sul primo modello. La lunetta tachimetrica viene inoltre standardizzata nella famosa versione in alluminio nero in uso ancora oggi. Il CK 2998 è proprio il modello acquistato nel 1962 dagli astronauti del Mercury Walter “Wally” M. Schirra e Leroy G. “Gordo” Cooper come loro orologio personale. Indossato da Schirra durante la missione Mercury-Atlas 8 (Sigma 7), diventa il primo OMEGA Speedmaster indossato nello spazio, due anni prima dei test condotti dalla NASA che portano alla scelta dello Speedmaster per l’uso in tutte le missioni NASA con equipaggio.

Il successivo sviluppo all’interno della famiglia Speedmaster è decisivo. L’ST 105.003, presentato nel 1963 e dotato del calibro a carica manuale 321, è proprio il modello fornito alla NASA per i suoi test. Nell’ottobre 1964, in risposta alla richiesta di cronografi da polso, l’agente OMEGA per il Nord America fornisce alla NASA il numero richiesto di Speedmaster ST 105.003, senza sapere esattamente per cosa sarebbero stati utilizzati e senza informare la sede OMEGA di Biel, in Svizzera. Questi orologi, insieme a modelli di altri brand concorrenti, vengono testati fin quasi alla distruzione in una serie di test che possono essere descritti come i più duri a cui siano mai stati sottoposti degli orologi. Lo Speedmaster OMEGA, emerso vittorioso e funzionante entro le specifiche richieste, unico orologio a non aver subito guasti catastrofici nel corso dei severissimi test, viene dichiarato dalla NASA attrezzatura “ufficialmente certificata” per il suo programma spaziale con equipaggio. Dopo il successo delle prove, la NASA ordina altri esemplari del ST 105.003, equipaggiando ufficialmente i suoi astronauti con lo Speedmaster. Questo modello raggiunge ulteriore fama quando, al polso dell’astronauta Edward White, il 3 giugno 1965 prende parte alla prima “passeggiata spaziale” americana nel corso della missione Gemini. Continua a leggere