Eberhard & Co. celebra il 110° anniversario di Alfa Romeo con una limited edition

Cronografo Eberhard & Co. Alfa Romeo 110° Anniversario

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Eberhard & Co., dopo il grande successo riscosso nel 2019 dal modello Quadrifoglio Verde, realizzando un nuovo cronografo in Edizione Limitata per omaggiare il 110° Anniversario di Alfa Romeo. Il Cronografo Eberhard & Co. Alfa Romeo 110° Anniversario ha una cassa in acciaio di 42 mm, all’interno della quale è alloggiato il movimento cronografico automatico ed i tre contatori. Il dispositivo di azzeramento con pulsante coassiale è posto sulla corona a ore 3. Impermeabile fino a 30 metri, ha il fondello serrato da 6 viti con vetro zaffiro piatto, personalizzato con incisioni e logo Alfa Romeo. La scala tachimetrica abbraccia il quadrante argenté, ispirato al mondo automobilistico, dove è inciso a rilievo il nuovo logo celebrativo di Continua a leggere

TRAVERSETOLO di EBERHARD & CO.: nuovo quadrante e nome di buon auspicio

Eberhard & Co. Traversetolo

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Traversetolo, l’orologio di Eberhard antesignano delle casse di grandi dimensioni lanciato negli anni ’90, si presenta con un nuovo look. Il nuovo Traversetolo, infatti, sfoggia un look verde, un colore che trovo al tempo stesso sobrio ed inusuale. Il verde, da sempre simbolo di speranza, rinascita e forza della natura, non è stato scelto a caso: l’orologio si chiama “Hope” ed è un invito a vivere questo difficile momento con coraggio. Arricchito dalla lavorazione “soleil”, che dona profondità e gradevoli riflessi, il nuovo quadrante sfoggia eleganti indici applicati ed il tipico contatore dei secondi continui che si interseca con la minuteria completano il look elegante ed inconfondibile. L’estrema cura nella lavorazione dei quadranti è sempre stato uno dei punti di forza di questo modello, la cui ampia cassa (43 mm) non influisce sulla portabilità dell’orologio: è indossabile infatti con disinvoltura e comodità anche su polsi sottili. Traversetolo esiste in una Continua a leggere

Eberhard e Baselworld: intervistiamo Mario Peserico

Eberhard Chrono 4

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Oggi pomeriggio apre Baselworld, il più importante salone di tendenza dell’industria mondiale dell’orologeria e della gioielleria. Come ogni anno sarò presente. Nell’attesa di proporvi le numerosissime novità, ho intervistato Mario Peserico che, oltre ad essere un caro amico, è amministratore delegato di Eberhard Italia e Direttore Generale di Eberhard & Co. per chiedergli, tra l’altro, cosa presenteranno in questi giorni al salone.

 

Iniziamo chiedendoti qualcosa su di te e sul tuo background…

Ho compiuto da poco 50 anni e da 25 lavoro in Eberhard. Prima ho fatto un’esperienza televisiva legata al periodo in cui frequentavo l’università e dopo una breve esperienza nel largo consumo. Metà della mia vita, perciò, l’ho passata in Eberhard.

 

Veniamo a Eberhard. Raccontaci com’è nata…

Eberhard nacque nel 1887 ed ha avuto una storia un po’ diversa dalle altre aziende; infatti è rimasta della famiglia Eberhard fino al 1969 per poi passare ad alcuni investitori tra i quali la famiglia Monti (Barbara Monti ne è il Presidente). Sono rimaste, in questa Manifattura, le caratteristiche di autonomia e indipendenza in un mercato sempre più competitivo.

 

Quali sono le cose più significative che ha fatto nel recente passato Eberhard?

Dagli Anni ’90 Eberhard ha virato la sua produzione intuendo i cambiamenti di gusto del consumatore finale, che da metà di quegli anni ha modificato l’utilizzo e il significato dell’orologio. Continua a leggere

Orologi e cucina: intervista allo chef Claudio Sadler

Claudio Sadler

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Ho intervistato per voi lettori del TGCOM24, nel suo ristorante milanese, lo chef Claudio Sadler, notissimo chef bi-stellato Michelin che in questi giorni festeggia i 30 anni di ristorazione, i 25 anni di stelle Michelin, i 20 anni di catering, nonché i suoi 60 anni.

Com’è nata la tua passione per la cucina?

E’ sempre stata la mia passione. Le mie origini in parte mantovane e in parte trentine, mi hanno dato modo di seguire sin da bambino nonna e mamma a cucinare. Appassionandomi a vedere creare dal nulla qualcosa che piace. Una volta adolescente, la passione per la cucina è diventata qualcosa di più, portandomi a frequentare l’istituto alberghiero. Potendo così unire l’utile al dilettevole: lavoro accompagnato dalla passione. Anche se è un lavoro che, proprio se ti appassiona, ti assorbe le giornate intere. Da cuoco sono riuscito a diventare chef e oggi mi reputo fortunato a possedere 2 ristoranti, avere un servizio catering ben avviato, essere collaboratore scientifico per il gruppo Metro, collaboratore con Moretti (Birra Moretti) per il rapporto cibo-birra. Sono anche presidente dell’associazione Le Soste (che raggruppa le migliori cucine italiane di tutto il mondo).

Com’è riuscito uno chef ad avere un successo così straordinario (lo testimoniano le stelle Michelin, gli altri ristoranti aperti, i libri scritti, i corsi di cucina)? Simpatia e professionalità immagino, e anche dell’altro?

La passione è fondamentale, oltre a un “minimo” di talento e ovviamente una grande costanza. Le piccole cose quotidiane diventano importanti e anche un pizzico di fortuna non guasta: essere al posto giusto al momento giusto. Sono appagato di quello che ho fatto. Avrei potuto fare di più (ma aggiungo io, anche di meno). Cerco sempre di avere un miglioramento del mio lavoro; la cucina è in continuo divenire: cambiano le mode, i gusti della gente, i modi di interpretare la cucina. Devi essere pronto a continui cambiamenti. E tenere botta: questo non mi è mai mancato. Ho sempre cercato di fare una cucina di sapore e rassicurante. Poi vengono tutte le altre cose: creatività o il modo di interpretare la cucina in modo “ipercreativo”.

Trovi pure il tempo per scrivere (come accennavo sopra) libri di cucina, tra l’altro vendutissimi. Qual è l’ultimo libro che hai scritto? E il prossimo che pubblicherai?

L’ultimo libro si chiama “Il manuale dello chef” (editore Giunti). E’ un libro molto importante per me non solo perché è il sesto libro, ma anche perché è un libro di ricette che insegna come “stare” in cucina (anche in quella di casa). Ci sono molte ricette con gli step fotografici per aiutare a creare il piatto passo dopo passo. Continua a leggere

Eberhard Scafograf 300

Eberhard Scafograf 300

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Chi di mestiere fa il giornalista, dovrebbe cercare di essere il più imparziale possibile e dare le notizie con professionale distacco. Io non sono un giornalista, ma un appassionato che scrive da anni di orologi spinto solo dall’amore che ho per i segnatempo. Ogni passione, come tale, fa vedere le cose con i propri occhi e, a volte, si finisce con l’essere poco imparziali. Come con Eberhard, ad esempio. Il rapporto che ho con la loro proprietà, con il presidente e con tante persone che lavorano da loro è davvero unico. In un mondo fatto di numeri, precisione e immagine non è facile trovare persone come loro, credetemi.
Premesso questo vediamo di parlare di un modello molto ben riuscito che hanno presentato a Basilea. Ad ispirare Eberhard & Co. per la presentazione di una delle principali novità del 2016, è stato un tuffo nel proprio passato… Erano gli anni ’50 quando la Maison svizzera, da sempre incline alla ricerca tecnica e all’innovazione, decise di affrontare una delle sfide che da sempre ha affascinato l’uomo di ogni tempo, quella con il mare e i suoi profondi e misteriosi abissi. Il mare, oggetto di imprese e leggende, dall’orizzonte infinito, un mondo sommerso che non si finisce mai di scoprire la cui superficie però si congiunge con la vita dell’uomo. Erano gli anni in cui veniva pubblicato uno dei grandi capolavori di Hemingway – “Il vecchio e il mare” – che affrontava temi quali il coraggio e la tenacia dell’uomo di fronte alla natura – all’immensa massa azzurra nello specifico – e la sua fusione con essa. Erano gli anni in cui veniva presentata la collezione Scafograf di Eberhard & Co., pensata per un polso avventuroso e sportivo che ama condurre la propria vita con spirito dinamico. La collezione, arricchita negli anni seguenti, era composta da modelli in acciaio, impermeabili a 100, 200, 300, 400, 750 e 1.000 metri, con o senza lunetta girevole ed ore luminescenti. Continua a leggere

Prova al Polso: Contograf Special Edition

EBERHARD & CO. Contograf Special Edition

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Eberhard ci aveva sempre abituati ad orologi molto classici. Poi, qualche hanno fa, fece parlare il mondo dell’orologeria per il suo Chrono 4: il primo al mondo con i 4 contatori allineati. Adesso, al recente Baselworld, ha introdotto un altro orologio (questa volta in realtà solo una nuova variante grafica) che rompe un poco gli schemi introducendo il camouflage su di un orologio “serio”.
Nasce cosi il Contograf Special Edition dal look audace, contraddistinta da un quadrante mimetico sui toni del verde con indici neri in applique, sfaccettati. La lunetta in ceramica, nera o verde a seconda della versione, fa da cornice alla scala tachimetrica di ispirazione automobilistica. La nuova proposta è corredata da un cinturino in tela reps verde militare o dal bracciale in acciaio Chassis. Visti i miei rapporti di amicizia con il marchio mi è stata data la possibilità di provarlo ancora prima che fosse distribuito. Ed è stata una prova davvero piacevole.

Partirei con una breve descrizione del Contrograf.
E’ la rivisitazione di un modello storico. Il “Tribute to Contograf” mantiene il datario trapezoidale, le lancette tipo “Dauphine” luminescenti e la lunetta girevole unidirezionale, ora in ceramica con indici in acciaio. I tre indici particolari sul contatore dei minuti cronografici a ore 3, che indicano i tre minuti di intervallo corrispondenti allo scatto telefonico, sono stati conservati e ci rammentano un tempo in cui Skype non esisteva ancora .
In questa nuova versione l’orologio è davvero diverso da qualsiasi altro io abbia mai indossato. Continua a leggere

Eberhard & Co. Contograf, un tuffo nel passato

CONTOGRAF di Eberhard & Co. Anni '60

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Per alcune grandi marche rilanciare dei modelli antecedenti all’epoca del quarzo sembra essere diventata un’abitudine, tanto che potrebbe nascere il sospetto che si tratti di un modo per guadagnare tempo in attesa di mettere a punto delle vere e proprie novità. Ci sono tuttavia delle valide ragioni per far rivivere certi modelli: gli orologi meccanici hanno raggiunto il picco più alto del loro sviluppo negli anni ’60, quando non esistevano sistemi più sofisticati per misurare il tempo. E se l’arrivo degli orologi elettronici ha improvvisamente reso la loro tecnologia obsoleta, si può affermare che i modelli di quell’epoca siano stati gli ultimi autentici orologi meccanici.
Del resto gli anni ’60 son stati un momento di rivoluzione estetica e sociale la cui impronta è ancora oggi visibile. In quell’epoca sono nati il Concorde, il più bell’aereo mai realizzato, e la Jaguar E-Type, celebrata da Enzo Ferrari come l’auto più straordinaria di tutti i tempi. Nello stesso periodo hanno visto la luce anche la Mini e la minigonna, due icone di stile ancora attualissime. Materiali innovativi e colori psichedelici invadevano la decorazione di interni, mentre i rocker – alcuni dei quali ancora oggi in auge – scatenavano passioni giovanili.

Infine, il 1960 è stato il momento in cui il cronografo da polso, divenuto popolare negli anni della velocità (anni ‘30 e ’40) e poi abbandonato per quasi un ventennio, ritorna di moda e diventa l’orologio per eccellenza, robusto e funzionale. In quel momento Eberhard & Co., sempre al passo con i tempi in termini di innovazione (il marchio ha lanciato il suo primo cronografo da polso nel 1919) lancia Contograf e definisce in modo indelebile i codici stilistici che si ritrovano nei modelli attuali di Omega, Rolex e Zenith: lunetta girevole, contatori, contagiri e finiture nere. Questo fece sì che il Contograf degli anni ‘60 divenisse rapidamente un best seller. Il suo ampio quadrante, perfettamente leggibile, potrebbe essere indossato da un uomo elegante di oggi. Continua a leggere

Eberhard Tazio Nuvolari Solo Tempo

TAZIO NUVOLARI Solo Tempo

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Nei giorni del Gran Premio Nuvolari (19-21 settembre 2014) Eberhard & Co. ha presentato in anteprima assoluta un nuovo segnatempo della collezione Tazio Nuvolari: la collezione, espressione dello storico legame della Maison con il mondo delle auto d’epoca, si è arricchita per la prima volta di un modello “solo tempo”. Tazio Nuvolari “solo tempo” è un automatico dalla cassa in acciaio (ø 42.50 mm) e dal look decisamente sportivo, proposto con quadrante nero con zona “perlée” sulla quale spiccano 12 numeri arabi luminescenti dal profilo rosso, datario, la firma del pilota e le iniziali “TN” poste sulla zona centrale nera, opaca. La lunetta in acciaio è caratterizzata da un inserto circolare in acciaio rivestito in PVD, con indici in rilievo. Continua a leggere

Orologi al Mare

Rolex Submariner

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Ritengo sia opportuno, in questo periodo, darvi dei consigli per far passare delle buone vacanze anche ai nostri adorati orologi.

Innanzi tutto mi raccomando di non fare bagni e tanto meno tuffi con orologi che non abbiano almeno 100 metri di tenuta: in un tuffo infatti la pressione dell’acqua è molto alta e potrebbe filtrare. Continua a leggere

Eberhard & Co. Contograf: un bentornato!

Eberhard Contograf

Eberhard Contograf

Eberhard è una casa verso la quale nutro un affetto particolare. Sarà che un loro Extra Fort mi fu regalato quasi 30 anni fa da mio padre. Sarà per il fatto che un loro Frecce Tricolore mi fece innamorare alcuni anni fa. Sarà che Barbara, il loro amministratore delegato, è una ragazza di una disponibilità e gentilezza inconsueti. Sarà che Mario, il loro direttore generale, è per me un caro amico…

Tanti motivi come vedete, troppi forse per non essere di parte. Eppure Eberhard la apprezzerei a prescindere. Per la sua storicità, per il fatto di essere ancora indipendente, per i suoi modelli che non si ispirano ad altri se non a se stessi. Per il fatto che non segue le mode ma va per la sua strada….

Ed anche per le novità fa cosi. Ricerca nei suoi archivi storici delle idee per riproporre in chiave moderna dei successi del passato.

Ecco quindi che quest’anno, in occasione del prestigioso Salone Internazionale Baselworld 2014, Eberhard & Co. presenta in anteprima assoluta il nuovo Contograf, riedizione dell’omonima creazione degli anni ’60 diventata un emblema della sua epoca grazie a caratteristiche decisamente innovative. Continua a leggere