BREGUET celebra i 220 anni del Tourbillon

BREGUET celebra i 220 anni del Tourbillon

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Quest’anno sono ben 220 gli anni dalla nascita di una delle più grandi complicazioni orologiere di tutti i tempi: il Tourbillon. Espressione di un’epoca, le invenzioni tecniche raramente attraversano i secoli: un’invenzione sostituisce l’altra. Tranne qualche rara eccezione… Sviluppato da Abraham-Louis Breguet (1747-1823), oggi il Tourbillon è più vivo che mai nell’Alta Orologeria, sia in seno alla Maison Breguet che ne è la depositaria, sia da numerosi marchi orologieri, essendo stato brevettato da Breguet nel 1801… per soli 10 anni! Breguet celebra l’avventura del Tourbillon con la presentazione di una novità il 26 giugno. Si tratta infatti dell’anniversario del giorno in cui si Breguet ottenne il brevetto, precisamente il 26 giugno 1801. Nato nel 1747 a Neuchâtel in Svizzera, Abraham-Louis Breguet intraprese l’apprendistato di orologiaio, che proseguirà più tardi a Versailles e a Parigi, dove arrivò all’età di 15 anni. Quando Breguet presentò la sua idea e inoltrò la domanda di brevetto, aveva già alle spalle una consolidata carriera, avendo aperto un’attività propria sull’Ile de la Cité nel 1775. I suoi orologi automatici, chiamati anche «perpetui», conquistarono il Re Luigi XVI e la Regina Maria Antonietta. Costretto a tornare nel suo paese natale nel 1793 per ripararsi dagli eccessi della Rivoluzione Francese, Breguet andò a vivere due anni in Svizzera, a Ginevra, Neuchâtel e poi a Le Locle. Nei cinque anni che seguiranno il suo ritorno a Parigi nella primavera del 1795, la Maison presentò alla sua clientela prodotti innovativi come l’orologio a tatto (che consente di leggere l’ora toccandolo), la pendola simpatica (una pendola che rimette l’ora e regola un orologio inserito alla sua sommità), l’orologio da sottoscrizione (sconcertante per il suo minimalismo), un nuovo scappamento chiamato «a forza costante» e appunto un nuovo dispositivo denominato «regolatore a Tourbillon», una parola che si riferiva all’astronomia in un senso oggi dimenticato. Come riportano i dizionari del XIX secolo, il termine indica sia un sistema planetario e la sua rotazione intorno a un’unica asse, sia l’energia che fa girare i pianeti intorno al sole. In effetti, come non vedere un piccolo mondo ben ordinato nel meccanismo che comprende l’organo regolatore (bilanciere spirale) e l’organo di distribuzione (ruota di scappamento e àncora) in una gabbia mobile che gira con la regolarità dei pianeti… Certo della rilevanza della sua invenzione, che può essere installata su diversi tipi di segnatempo, Breguet e i suoi collaboratori realizzeranno 40 Tourbillon fra il 1796 e il 1829. Senza troppo sorprenderci troviamo fra i compratori diversi sovrani (Giorgio III e Giorgio IV d’Inghilterra, Ferdinando VII di Spagna), aristocratici russi, polacchi, italiani e prussiani. Un quarto dei quaranta Tourbillon fu impiegato per usi «navali», cioè utilizzati nella navigazione per mare e per i calcoli della longitudine. Un esploratore del continente africano ne fece lo stesso uso.  Dotati di una cassa in oro o in argento, questi Tourbillon sono capolavori la cui estetica è all’altezza della tecnica. Considerati oggetti puramente scientifici, dovevano comunque avere l’aspetto il più raffinato possibile. Perfetta leggibilità e funzioni che possono essere aggiunte sul quadrante in oro, in argento o smaltato: secondi correnti, secondi alla domanda, riserva di marcia, a volte il termometro. Nonostante ciò, la produzione fu molto lenta. Concepito per gli orologi da tasca, portati generalmente in posizione verticale, ecco che l’invenzione di Abraham-Louis Breguet fece la sua riapparizione a metà degli anni ’80 in una cassa di dimensioni ridotte degli orologi da polso, molto meno sensibili alla forza di gravità: che paradosso! Da allora il successo non si è più fermato.

Janvier68

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