Jaquet Droz e il suo primo Grande Seconde Chronograph

Jaquet Droz Grande Seconde Chronograph in edizione limitata

Immagine 7 di 7

Il cronografo è indubbiamente una delle complicazioni più interessanti dell’orologeria e oggigiorno trovo sia sempre più difficile proporlo con un’estetica originale, essendo già stato declinato in un’infinità di versioni. Jaquet Droz ha deciso di accettare la sfida introducendo il cronografo nel suo Grande Seconde, una delle poche complicazioni rimaste fuori dalla collezione Grande Seconde. Le specifiche tecniche imponevano alcuni limiti: un movimento elaborato dalla manifattura stessa in linea con gli standard di eccellenza di Jaquet Droz, una leggibilità ottimale in ogni circostanza e un’estetica coerente col Grande Seconde. Il risultato è il magnifico Grande Seconde Chronograph. Animato da un esclusivo movimento Jaquet Droz, è costruito intorno a una ruota a colonne, come vuole la tradizione orologiera dei cronografi. Presenta inoltre una spirale in silicio che rende il movimento insensibile ai campi magnetici e agli sbalzi di temperatura. I volumi e le proporzioni di questo calibro sono pensati per adattarsi alla particolare geometria del Grande Seconde. Anche la realizzazione del movimento segue le orme delle collezioni storiche di Jaquet Droz. In passato, infatti, la Maison aveva già presentato il Grande Seconde Deadbeat, una complicazione di Alta Orologeria destinata, secondo l’uso del XVIII secolo, a “battere il secondo” per favorire la misurazione e la lettura dei tempi brevi. Fu proprio per questa esigenza di cronometrare, che qualche anno più tardi nacque il cronografo come lo conosciamo oggi. Il modello inaugurale prevede un’edizione limitatissima (solo 88 esemplari) e altre tre versioni inserite nella collezione permanente.

Partiamo dall’edizione limitata; in oro rosso, è caratterizzata da un quadrante in smalto Grand Feu color avorio, che mi ricorda i primi orologi da tasca realizzati da Pierre Jaquet-Droz. Ma è nei numeri arabi e romani che la Maison dà massimo sfogo alla propria creatività: sono infatti realizzati in smalto Petit Feu, una tecnica di cottura degli smalti che dà forma ai numeri mantenendo rigorosamente il loro tracciato fine e regolare. Lo smalto Grand Feu del quadrante e quello Petit Feu dei numeri permettono all’orologio di conservare i propri colori originali inalterati nel tempo, anche dopo secoli. Le lancette sono in oro rosso (ore, minuti, data), mentre quelle del cronografo sono in acciaio azzurrato (secondi, minuti). Per agevolare la lettura del tempo, le indicazioni dei minuti e dei secondi del cronografo sono in smalto Petit Feu blu. L’orologio è dotato di una data retrograda indicata da una lancetta in oro con punta rossa. Questo geniale meccanismo consente di mantenere le perfette proporzioni a “8” del Grande Seconde senza che la lancetta della data venga a scontrarsi con l’asse centrale dei secondi. È per preservare le forme tipiche del Grande Seconde si è scelto il cronografo monopulsante.

Due parole sulle due differenze significative delle varianti non in edizione limitata. La prima è la cassa in acciaio, sempre in formato da 43 mm. Le 3 varianti sono inoltre dotate di un quadrante in color argento sabbiato, blu o grigio tortora, le cui finiture sono realizzate tramite una tecnica di sabbiatura a secco eseguita manualmente, totalmente nuova rispetto al metodo per via umida utilizzato finora. Il secondo tratto distintivo dei tre modelli in acciaio è il quadrante decentrato, con la corona posizionata a ore 4.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *