Orologi di secondo polso: sempre attuali?

 

Mauro Daustria e la sua collaboratrice Sara

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L’orologeria è da tempo uno dei settori più dinamici, sia grazie a un’offerta articolata (con svariate referenze e soprattutto fasce di prezzo che vanno dai 50 euro a oltre il milione), sia grazie al cosiddetto “secondo polso”. Gli orologi “usati”, infatti, sempre più si stanno affermando oltre che tra privati, anche come valore aggiunto di molti negozi di orologi che, tra l’altro, possono offrire al potenziale cliente maggiori garanzie su provenienza e corretto funzionamento. Il “secondo polso” a volte può essere anche usato come leva per finalizzare un nuovo acquisto più importante; altre volte è semplicemente utilizzato per permettere anche a portafogli meno “gonfi” di indossare un orologio altrimenti non acquistabile. Ho voluto approfondire il tema con la boutique dedicata al secondo polso di una delle più blasonate orologerie italiane, la Luigi Verga di Milano, per comprendere meglio il fenomeno visto e considerato che anche loro ci stanno credendo da tempo, proponendoli insieme agli orologi entry price (ma non per questo da disdegnare, basti pensare ai D1 Milano che commercializzano e che, come ebbi già modo di raccontarvi, rappresentano una bella case history italiana di successo). Ho perciò posto qualche domanda a uno dei soci, Mauro Daustria.

 

Ciao Mauro. Come giudichi il mercato del secondo polso? Si sta imponendo come nuovo business?

Certo che si. Sono sempre più convinto non sia un fenomeno del momento. Ormai c’è sempre più gente che preferisce acquistare il “secondo polso”, a volte per ragioni di costo, a volte per ragioni estetiche e storiche: vengono cercati ed acquistati, infatti, anche orologi non più in produzione e per questo molto ricercati (a patto che siano in ottime condizioni).

 

E con riferimento all’acquisto del nuovo, il ritiro dell’usato può aiutare?

Certamente. È ovvio che non tutti i marchi abbiano lo stesso appeal sul mercato dell’usato. Ciò non toglie che prodotti di certe prestigiose manifatture nell’ambito dell’orologeria mantengano un valore molto alto nel tempo. E alcuni possono essere spinti ad acquistare un nuovo segnatempo “sacrificando” un pezzo della loro collezione soprattutto se ha mantenuto un discreto valore. Aggiungo che ci sono poi casi di persone che permutano: per acquistare un secondo polso ci portano un altro loro orologio per ridurre il costo.

 

A livello di mercato italiano, secondo te verrà introdotta/aumentata nei punti vendita (boutique) l’offerta di orologi di secondo polso?

Secondo me sì. In parte come possibile nuovo business o come ritiro dell’usato per l’acquisto del nuovo. Aggiungerei però che spesso capita che i rivenditori abbiano clienti che sono al tempo stesso collezionisti. Questo è un altro motivo che spinge a puntare anche sul secondo polso in quanto è possibile ottenere pezzi che ormai sono fuori produzione da anni.

 

L’ e-commerce (sul nuovo e soprattutto sull’usato) è oramai una realtà. Anche voi ci credete?

Il mondo si sta orientando sull’e-commerce e pertanto ritengo che il nostro settore non sia un’eccezione. Non penso però che si arrivi ad una diffusione di massa tipo quella legata all’elettronica. Il cliente cercherà sempre di rivolgersi a rivenditori che possano garantire credibilità. Se poi questi rivenditori hanno la parte di e-commerce, meglio. Il potezniale cliente potrà così farsi già un’idea.

 

Quando un vostro cliente decide di comprare un orologio di secondo polso, cosa ha più importanza: estetica, meccanica, marchio, o stato di conservazione?

Quasi sempre chi opta per il secondo polso ha le idee ben chiare; vuole un preciso modello. Di conseguenza è molto attento allo stato di conservazione e soprattutto a che tutti i componenti siano originali. Poi c’è anche chi sceglie solo in base al marchio.

 

Proponete solo orologi recenti o anche d’epoca?

Entrambi, anche se per motivi di reperibilità abbiamo soprattutto orologi recenti.

 

E quali sono le marche più richieste?

Rolex in primis. Poi scelgono più in base ai modelli e/o referenze piuttosto che alle singole Manifatture.

 

Ci puoi raccontare qualche aneddoto simpatico capitato?

Una volta è venuta a chiedermi la valutazione di un orologio la badante di un signore anziano che le aveva appunto lasciato il segnatempo di una nota marca come buonuscita. Peccato che l’orologio fosse falso!

 

Hai dei suggerimenti da dare a chi si avvicina a questa passione?

Innanzitutto verificare sempre la presenza della garanzia. Poi controllare che il prodotto non sia danneggiato, o al massimo lo sia solo lievemente (ad esempio leggeri graffi su cassa o bracciale, verificando nel caso se possono venire via con una leggera lucidata dell’orologio). Poi rivolgetevi sempre a rivenditori che siano concessionari ufficiali del nuovo o legati ad essi. L’Orologeria Luigi Verga, ad esempio, che ha sempre creduto nel secondo polso, ha deciso di portare parte di questo business nel negozio che si occupava di orologi di fascia bassa affidandolo a me con lo scopo di renderlo più idoneo alla vendita dell’orologio usato.

 

Che cosa indossi di solito?

Amo alternare un Patek Philippe Nautilus con cinturino in oro bianco con fasi di luna con un Rolex Submariner vetro-plastica degli anni Settanta.

 

 

 

 

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