Hublot: 10 anni di All Black. Ne parliamo con Augusto Capitanucci

Hublot All Black

Venerdì sera, in occasione di una piacevolissima serata organizzata da Pisa Orologeria a Milano per celebrare il 10° anniversario della collezione All Black di Hublot, ho avuto modo di intervistare Augusto Capitanucci che, oltre ad essere un amico, è il regional director di Hublot.

Iniziamo chiedendoti qualcosa su di te e sul tuo background…

Non penso mai per natura al passato ma alle sfide da affrontare quotidianamente e a quello che vorrei intraprendere. Sono da sempre un grande appassionato di auto e orologi, e la colpa (o la fortuna) è di mio nonno Augusto e di mio padre Carlo, con cui ho condiviso queste passioni e dai quali ho ereditato un’attrazione fortissima verso gli ottani e le alternanze ora. Il caso ha voluto che durante l’università, era scattata in me una gran voglia di scrivere di motori e orologi ed è così che sono entrato nel grande tourbillon del giornalismo orologiero, e non solo.

Passiamo a Hublot: raccontaci com’è nata…

Hublot è un vero e proprio caso. Nasce nel 1980 grazie all’intuizione di un imprenditore italiano, Carlo Crocco, su basi inconsuete, ovvero l’accostamento di materiali preziosi come l’oro a materiali tecnici come il caucciù. Elementi che poi resteranno i cromosomi fondamentali del DNA Hublot. Una crescita immediata e quasi incontrollabile che, come tutte le realtà di grande successo nel breve periodo, richiedono un supporto forte sia dal punto di vista del rinnovamento del prodotto e sia del marketing. Ed è qui che entra in gioco Jean-Claude Biver, nostro presidente, che nel 2005 lancia il Big Bang, orologio che decreta la svolta definitiva della storia recente di Hublot. A scrivere quella presente e futura, invece, ci sta pensando con notevole successo Ricardo Guadalupe, Ceo della manifattura, che sta sviluppando e moltiplicando i valori della marca, come la fusione dei materiali, il design unico e in continua evoluzione, partnership con cui condividere i propri valori e la comunicazione tramite serie limitate immediatamente riconoscibili e distintive.

Quali sono le cose più significative che ha fatto nel recente passato Hublot?

Ha cambiato il modo di vedere e percepire l’orologeria. Ci sono gli orologi nella più classica delle sue accezioni e poi c’è Hublot. Acquistando un Hublot si entra a far parte del suo mondo “Unico” e di quello dei suoi partner: c’è un segnatempo per ogni occasione, dall’arte alla moda, dall’automobilismo al calcio, passando per la musica classica, il football e il basket.

Ci puoi descrivere brevemente l’attuale collezione e i prossimi obiettivi?

Le collezioni si distinguono in quattro grandi famiglie unite comunque da un denominatore comune: Classic Fusion, gamma dedicata ai clienti dal gusto classico, Big Bang, sportivo ed elegante al tempo stesso, Spirit of Bing Bang, ovvero l’interpretazione di forma del nostro orologio iconico su cassa tonneau e i Masterpiece, ovvero le grandi complicazioni tra le quali spiccano i modelli MP-05 LaFerrari e l’ultimo nato, MP-07, un avveniristico tourbillon verticale che sviluppa una capacità di 40 giorni di riserva di carica. I prossimi obiettivi saranno la diretta conseguenza di ciò che introdurremo durante gli appuntamenti dei Geneva Days di gennaio e poi di Baselworld 2017. Quel che è certo è che Hublot non mancherà di stupire proseguendo sulla scia delle partnership – introducendo grandi novità in dal senso – e cavalcando il tema dello zaffiro per le casse.

C’è un pezzo o una linea che meglio riflette lo spirito di Hublot?

Come ho già avuto modo di dire, l’intera offerta del Masterline Hublot riflette i valori e i dettami della marca, in tutti i modelli risaltano i codici tipici di Hublot e questa è la forza della Maison. La riconoscibilità è immediata.

Parliamo di All Black. Qui da Pisa celebrate il 10° anniversario della collezione; ci puoi raccontare qualcosa di più: come è nata la collezione, caratteristiche, segni distintivi, ecc.

La filosofia All Black nasce nel 2006 dalla volontà del signor Biver di creare un segnatempo che risultasse attraente non solo per tecnica e materiali. Bisognava uscire dal coro e la scelta di realizzare un orologio totalmente nero era di certo la più azzeccata: la volontà era quella di dare vita a quella visibilità invisible che poi ha decretato il successo di queste serie limitate fino a oggi, giunte ormai oltre la ventina.

Avete fatto un modello celebrativo per questo anniversario, giusto?

Non uno ma bensì 4: il Big Bang Unico Sapphire All Black, presente alla mostra tra i 19 selezionati, il Big Bang Alarm Repeater, il Meca-10 con il nuovo movimento di manifattura dotato di 10 giorni di riserva di carica e il Classic Fusion Berluti..

Torniamo a parlare di te. Hai una tua collezione personale? E, se si, privilegi pezzi d’epoca o nuovi?

Posseggo degli orologi e molti li ho ereditati. Amo quelli d’epoca tanto quanto mi appassionano quelli moderni.

Ci puoi raccontare qualcosa di particolare che ti è accaduto con un orologio? Qualche aneddoto simpatico?

Non ho aneddoti simpatici ma momenti felici a cui ho legato un acquisto o un dono ricevuto. Ciascuno dei miei orologi ha una storia, che sia familiare o di successi sportivi o più semplicemente acquistato perché ha acceso in me quel desiderio che si prova solo da bambini quando si vuole a tutti i costi qualcosa e non si riesce a chiudere occhio tanto questo desiderio è forte.

Cosa indossi oggi e cosa indossi di solito?

Oggi un Big Bang All Carbon All Black, ça va sans dire, di solito il mio preferito che è il Big Bang Unico All Carbon.

Hublot celebra il decimo anniversario della collezione All Black in Italia con una mostra allestita presso il nuovo e prestigioso Flagship store Pisa Orologeria in via Verri. Un viaggio nel mondo All Black di Hublot nato appunto nel 2006 sorprendendo l’industria orologiera con l’introduzione del primo Big Bang All Black e con la diffusione di quella filosofia della visibilità invisibile. Unico appuntamento italiano di un calendario di eventi esclusivi che da ottobre a dicembre 2016 celebreranno la collezione All Black in tutto il mondo.

10 anni in 19 modelli. Dal primo modello All Black proposto dalla Maison nel 2006, in ceramica nera con indici neri praticamente invisibili sul quadrante – il Big Bang All Black, in edizione limitata a 250 esemplari – passando per il Big Bang Aero Bang All Black del 2008 e il Classic Fusion Chronograph All Black del 2011, fino al Big Bang Unico Sapphire All Black del 2016 che, attraverso la trasparenza dello zaffiro, si fa interprete di una nuova dialettica del visibile e dell’invisibile. Una nuova e originale forma di nero integrale che – a dieci anni esatti dalla presentazione dell’estetica All Black – inverte nuovamente l’ordine delle cose, mostrando completamente la struttura del movimento e i suoi ingranaggi e rendendo invisibile la cassa. La quintessenza del concetto di All Black, in edizione limitata a 500 esemplari.

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