Rado HyperChrome 1616: prova al polso

Rado HyperChrome 1616

Ho avuto modo di provare un nuovo orologio di Rado, l’HyperChrome 1616; è proposto in titanio o in ceramica hi-tech lucida. Ed è proprio quest’ultima la versione che ho indossato per qualche giorno. È una reinterpretazione della collezione vintage Cape Horn di Rado, con la quale rende omaggio al quarto centenario della scoperta del promontorio sudamericano. Prima di descrivervi le sensazioni al polso, perciò, un po’ di storia! Nel 1616, due mercanti olandesi si spinsero oltre i limiti noti delle esplorazioni con la scoperta di Cape Horn, situato sulla punta estrema del Sud America, a conclusione di una tutt’altro che facile navigazione. Oggi Rado ripropone la Collezione presentata per la prima volta alla fine degli anni Sessanta, innovandola però per design e materiali. Iniziamo col descrivere la cassa: spigolosa e sicuramente inconfondibile, misura 46 mm (e come scrivevo sopra è disponibile in due colori, nero o metallico). Il cinturino, con fibbia pieghevole estensibile in acciaio, è in pelle nera. La deployante, come ho già avuto occasione di scrivere in passato, non la giudico la soluzione migliore per polsi sottili, ma la pelle del cinturino al tocco risulta particolarmente soft e questo, insieme alla fibbia appunto estensibile, compensa. Ma dove, secondo me, il Rado HyperChrome 1616 eccelle maggiormente, è nell’adozione di materiali leggeri e al contempo estremamente durevoli: la ceramica hi-tech, considerata il simbolo del brand, e il titanio con un esclusivo trattamento indurente che rappresenta una novità nella gamma dei materiali utilizzati da Rado. Nonostante il suo aspetto massiccio, che mi ha inizialmente impensierito (temevo infatti un peso eccessivo) il segnatempo è sorprendentemente leggero, proprio grazie all’utilizzo della ceramica hi-tech, un’innovazione di Rado che la rende allo stesso tempo più dura e più leggera dell’acciaio. E infatti, nel giro di qualche minuto le pruderie iniziali sul peso dell’orologio sono sparite. Anche la versione che non ho provato ma avevo visto, quella in titanio (altro materiale leggerissimo), Rado l’ha perfezionata, conferendogli una durezza di 1.000 Vickers: il trattamento indurente rende il titanio cinque volte più resistente dell’acciaio da orologeria con solo la metà del suo peso!

Torniamo al modello che ho provato. Il movimento è un ottimo ETA C07.621, a carica automatica, con 3 lancette nere con Super-LumiNova nera; data e giorno sono posizionati al 6, e la Casa dichiara circa 80 ore di riserva di carica (io non l’ho indossato per massimo 2 giorni ma, quando l’ho ripreso, era ancora funzionante). La cassa: in ceramica hi-tech nera lucida e opaca come già detto, così come il proteggi-corona; il fondello, invece, è in titanio rivestito in PVD nero. Il vetro zaffiro è sagomato con rivestimento antiriflesso su entrambi i lati ed è impermeabile fino a 10 atmosfere (circa 100m).

Insomma, un orologio importante anche come dimensioni ma che, grazie ai materiali, si riesce a dimenticare di averlo al polso. Salvo poi ricordarsene quando qualcuno lo nota e ti chiede che modello sia, come più volte mi è successo. Buon fine settimana a tutti.

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