OMEGA: i dieci modelli Speedmaster più rappresentativi

OMEGA e il primo Speedmaster

 

Questo week-end vi propongo una, spero, piacevole e a tratti inedita storia di uno degli orologi iconici di OMEGA: lo Speedmaster, certamente uno dei più famosi cronografi al mondo. Non a caso è stato scelto dagli astronauti, testato e certificato dalla NASA, indossato sulla Luna.

Partiamo dal 1957, quando OMEGA presenta la sua linea di orologi “Professionali” che comprende il Seamaster 300, il Railmaster e il primo Speedmaster, il CK 2915, destinato ad appassionati di auto e piloti da corsa. La sua lunetta tachimetrica sistemata – per la prima volta in assoluto – all’esterno del quadrante e del vetro e disegnata per essere parte del design esterno della cassa, è una prima mondiale. Equipaggiato con il calibro a carica manuale 321 e dotato di lancetta delle ore “Broad Arrow”, lo Speedmaster riscuote un immediato successo.

Nel 1959 viene introdotto un modello di Speedmaster revisionato, il CK 2998. Ha la stessa cassa simmetrica e racchiude lo stesso calibro 321, ma le nuove lancette “Alpha” sostituiscono quelle utilizzate sul primo modello. La lunetta tachimetrica viene inoltre standardizzata nella famosa versione in alluminio nero in uso ancora oggi. Il CK 2998 è proprio il modello acquistato nel 1962 dagli astronauti del Mercury Walter “Wally” M. Schirra e Leroy G. “Gordo” Cooper come loro orologio personale. Indossato da Schirra durante la missione Mercury-Atlas 8 (Sigma 7), diventa il primo OMEGA Speedmaster indossato nello spazio, due anni prima dei test condotti dalla NASA che portano alla scelta dello Speedmaster per l’uso in tutte le missioni NASA con equipaggio.

Il successivo sviluppo all’interno della famiglia Speedmaster è decisivo. L’ST 105.003, presentato nel 1963 e dotato del calibro a carica manuale 321, è proprio il modello fornito alla NASA per i suoi test. Nell’ottobre 1964, in risposta alla richiesta di cronografi da polso, l’agente OMEGA per il Nord America fornisce alla NASA il numero richiesto di Speedmaster ST 105.003, senza sapere esattamente per cosa sarebbero stati utilizzati e senza informare la sede OMEGA di Biel, in Svizzera. Questi orologi, insieme a modelli di altri brand concorrenti, vengono testati fin quasi alla distruzione in una serie di test che possono essere descritti come i più duri a cui siano mai stati sottoposti degli orologi. Lo Speedmaster OMEGA, emerso vittorioso e funzionante entro le specifiche richieste, unico orologio a non aver subito guasti catastrofici nel corso dei severissimi test, viene dichiarato dalla NASA attrezzatura “ufficialmente certificata” per il suo programma spaziale con equipaggio. Dopo il successo delle prove, la NASA ordina altri esemplari del ST 105.003, equipaggiando ufficialmente i suoi astronauti con lo Speedmaster. Questo modello raggiunge ulteriore fama quando, al polso dell’astronauta Edward White, il 3 giugno 1965 prende parte alla prima “passeggiata spaziale” americana nel corso della missione Gemini.

Con il brand all’oscuro di quanto sta accadendo a Houston – il processo di selezione della NASA è stato infatti portato avanti senza coinvolgere le sedi delle rispettive società – il design dello Speedmaster continua ad evolversi. Al fine di garantire una ulteriore protezione ai pulsanti e alla corona del cronografo, OMEGA disegna una cassa dell’orologio leggermente modificata, con il lato destro un po’ ampliato per aumentare la protezione. Questa cassa ‘asimmetrica’ era destinata a essere considerata in tutto il mondo uno degli elementi distintivi dello Speedmaster. Viene introdotta in alcuni mercati nel 1964 con il modello ST 105.012, che esibisce anche la dicitura “Professional” sul quadrante: è infatti una componente importante della linea di orologi professionali OMEGA. Equipaggiato con lo stesso movimento, il calibro 321, il modello subisce una ulteriore evoluzione nel 1967, con la referenza ST 145.012, con l’aggiunta di un leggero miglioramento del metodo di fissaggio dei pulsanti alla cassa del cronografo. Questo modello è stato l’ultimo ad utilizzare il calibro 321, il movimento che ha garantito un cronometraggio perfetto durante tutti e sei gli allunaggi, compresa l’ultima missione con sbarco sulla luna, quella dell’Apollo 17.

Nel 1968, un anno prima che Neil Armstrong e Buzz Aldrin mettano piede sulla luna, OMEGA presenta un’altra evoluzione dello Speedmaster: un nuovo movimento. Il nuovo modello, con referenza ST 145.022, è dotato del calibro OMEGA 861, successore dello storico calibro 321. Il nuovo movimento, anch’esso a carica manuale presenta diversi nuovi elementi di design contiene anche alcuni miglioramenti a livello di produzione, e le sue versioni successive continuano ad animare ancora oggi lo Speedmaster “Moonwatch”.

Lo Speedmaster “Mark II”

Questo modello è il primo a presentare un nuovo design della classica cassa dello Speedmaster Moonwatch e rappresenta quindi una nuova o seconda generazione di modelli Speedmaster del catalogo OMEGA. Il suo anno di nascita è il 1969 e il nome scelto “Mark II” a indicare la seconda generazione dello Speedmaster a carica manuale. Proposto in una serie di diverse declinazioni (acciaio con quadrante nero, acciaio con quadrante grigio e arancio da “corsa” e “vela”, placcato oro con quadrante dorato e una rarissima versione in oro giallo 18 carati) e dotato del calibro 861, il Mark II presenta una cassa tonneau, nota anche come cassa “Pilot Line”, che trae origine da un progetto piuttosto segreto (all’epoca) a cui stava lavorando OMEGA: una versione ulteriormente migliorata e rinforzata dello Speedmaster per un uso prolungato sulla superficie lunare. Una versione di questo ambizioso progetto di ricerca durato oltre dieci anni, con nome in codice “Alaska”, presentava una cassa rinforzata e ben arrotondata, con anse coperte e corona e pulsanti protetti. Quando il progetto di ricerca prende altre direzioni, alcune delle idee originali costituiscono la base delle casse “Pilot Line”, presentate sul mercato sotto forma di Speedmaster Mark II e Flightmaster.

Lo “Speedmaster 125” viene creato nel 1973 per celebrare il 125° anniversario della fondazione di OMEGA, avvenuta nel 1848. L’anniversario è indicato dal numero “125” lucido applicato sul quadrante nero. Questo modello presenta un nuovo sviluppo: è dotato del calibro 1041, il primo cronografo automatico al mondo a vantare un certificato di cronometro ufficiale. Limitato a soli 2000 esemplari, è poi diventato un orologio molto ambito dai collezionisti.

L’“X-33”, il cui nome deriva da un progetto segreto della NASA relativo ad una possibile nuova versione dello shuttle, ha rappresentato una notevole impresa del brand. Progettato e testato durante un lungo periodo di tempo e realizzato in vari prototipi, il nuovo cronografo “ibrido” è stato sottoposto ad una serie di test severissimi per garantire che fosse all’altezza del suo nuovo ruolo: l’orologio viene infatti portato dagli astronauti durante le missioni dello shuttle, all’interno della stazione spaziale russa “Mir” e della stazione spaziale internazionale, dove continua ad essere indossato ancora oggi. Sviluppato utilizzando i consigli di astronauti e piloti professionisti, l’“X-33” è dotato di una serie di funzioni digitali appositamente progettate per l’uso professionale durante le missioni spaziali. Per la prima volta al mondo, il lancio dell’“X-33” nel 1998 viene trasmesso in diretta dalla stazione russa Mir, con gli astronauti che utilizzano l’orologio mentre sono in collegamento con il centro di controllo di Houston.

Nel 2013, OMEGA presenta il cronografo Speedmaster 57 OMEGA Co-Axial, un nuovo e innovativo membro della famiglia Seamaster. I modelli Speedmaster ‘57 sono dotati del calibro OMEGA Co-Axial 9300/9301 – il primo degli esclusivi calibri Co-Axial di OMEGA a presentare la funzione cronografo. Questo cronografo con ruota a colonne presenta le lancette delle ore e dei minuti cronografici sullo stesso contatore alle ore 3. Questa disposizione delle lancette, che richiama le lancette delle ore e dei minuti del quadrante principale, consente una lettura intuitiva del cronografo.

L’affidabilità garantita dall’abbinamento della tecnologia Co-Axial e della molla del bilanciere in silicio è tale che OMEGA propone i suoi orologi Co-Axial con molle del bilanciere in silicio con una garanzia di ben quattro anni.

Gli astronauti dell’Apollo 8 sono stati i primi a vedere con i propri occhi il lato oscuro della Luna. Al loro polso c’era un OMEGA Speedmaster Moonwatch. Nel 2013, OMEGA crea lo Speedmaster “Dark Side of the Moon”, una versione in ceramica nera dell’orologio dotato di calibro Co-Axial 9300/9301, in omaggio alle missioni Apollo.

Questo nuovo straordinario cronografo, che ho già avuto modo di presentarvi e che considero in assoluto uno dei più begli orologi prodotti, presenta un quadrante in ceramica nera a base di ossido di zirconio, con cassa in ceramica abbinata da 44.25 mm lucida e spazzolata. Gli indici applicati sono in oro bianco 18 carati e presenta due contatori neri caratteristici del “Moonwatch”. La presenza di solo due contatori è resa possibile dalla disposizione delle ore e dei minuti cronografici nello medesimo contatore a ore 3 che consente una lettura del cronografo comoda e intuitiva.

Lo Speedmaster “Dark Side of the Moon” è completato da un cinturino in nylon rivestito, estremamente resistente, con fibbia in ceramica nera. Questo orologio è impermeabile fino a 5 bar (50 metri / 167 ft).

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Una risposta a “OMEGA: i dieci modelli Speedmaster più rappresentativi

  1. Personalmente (tecnica a parte leggerò domani lo’articolo) esteticamente il OMEGA Speedmaster_CK2998 a pagina 2 è quello che preferisco. Lo rifacessero oggi così potrei pensare ad acquistarlo, ma nella versione attuale non i dicenulla.
    Sò che c’è o meglio c’era la versione Firt Omega in Space, ma quest’ultimo ha fattezze e dettagli diversi dal suo predecessore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *