Patek Philippe: il Nautilus

Nautilus 3700

Immagine 2 di 29

 

Con questa fotogallery vogliamo ripercorrere la storia dei modelli cosidetti Jumbo del Nautilus. Prima però un po’ di storia.

Lo stereotipo dell’orologio di lusso negli anni 70 era con cassa in oro e movimento automatico, più’ piatto possibile: questo e’ il riassunto di com’era l’orologeria classica in quel periodo.
Nel 1976 Patek Philippe stupisce il mondo interpretando in maniera diversa l’orologio, producendo un modello in acciaio , di grandi dimensioni (42mm) e impermeabile fino a 60 metri, destinato a persone dinamiche, robusto da indossare in qualsiasi occasione. Fu presentato alla fiera di BASILEA stupendo i visitatori, effettivamente uno sportivo d’acciaio di grandi dimensioni e per di più con bracciale integrato ,per il periodo, era poco ortodosso e fuori dai canoni comuni.
All’epoca non venivano realizzati grandi lanci pubblicitari, le aziende si limitavano a presentarlo, senza ricorrere agli schiamazzi del marketing, cio’ che l’orologio esprimeva era solo frutto di un progetto innovativo e originale. Il design fu affidato a Gerald Genta che si ispirò ad uno sportello di un sottomarino, una specie di oblò. Il Nautilus era, infatti, il sottomarino del Capt. Nemo nel romanzo “Ventimila leghe sotto i mari”. Venne “battezzato” con la Ref. 3700 e nominato Nautilus, per gli appassionati il “Jumbo“. Realizzato con una cassa monoblocco (fondello carrure) tornita per alloggiare il movimento sulla quale veniva fissata una guarnizione ovale e la lunetta con quattro viti poste sulle sulle prominenti e caratteristiche anse laterali.

Il processo di lavorazione implica una precisione assoluta, il minimo difetto non avrebbe reso impermeabile a 60mt il Nautilus. Il quadrante realizzato con effetto bitonale dato dal motivo in rilievo a linee orizzontali , indici e lancette Baton,data al 3. Il bracciale liscio al tatto e morbido al polso con maglia centrale lucida e quelle esterne satinate.I primi modelli montavano un bracciale con una scalatura delle maglie detta “bracciale largo” gli ultimi con bracciale con una sciancatura più  accentuata definita “bracciale stretto”.Le lamine interne le possiamo trovare con e senza la scritta in corsivo “Nautilus” ma sempre marcati con i loghi del fabbricante.
Nonostante il sopranome Jumbo decanti dimensioni importanti, il Nautilus era uno dei modelli più sottili dell’epoca (7,60 mm) e questo anche grazie al movimento adottato :il cal 28-255 c,automatico con rotore centrale, rifinito secondo gli standard del sigillo di Ginevra, movimento a data saltante era alto solamente 3,15 mm .Furono prodotti in acciaio, acciaio e oro, oro giallo, e pochissimi esemplari in oro bianco o platino. Veniva consegnato con una singolare e caratteristica scatola rivestita in sughero che contribuiva a dare ancor piu’ fascino, se ce ne fosse bisogno, al Nautilus.

Nel 1981 la famiglia Nautilus cresce con l’introduzione di un modello piu’ piccolo ref .3800. Versione dagli ingombri più  contenuti aveva un diametro ridotto a 37,5 mm con un cal. automatico 355sc, prodotto in acciaio, oro, acciaio/oro e platino. Fu l’unico modello a rimanere in produzione quando, nel 1990 il “Jumbo uscì di produzione.
Pochi anni dopo venne presentato il Nautilus da donna la ref 4700 con movimento al quarzo e impermeabilità garantita a 60 mt.
Nel 1996 per celebrare i 20 anni del modello venne presentata la ref 5060 di chiara discendenza Nautilus , in oro 18kt con un inedito cinturino in pelle. Per questa versione venne progettata una cassa di tipo tradizionale in tre parti con fondello e corona a vite. Si tratta di un modello che evolve poi in un nuovo modello chiamato Aquanaut nel 1997.
Un anno piu’ tardi , in risposta alla richiesta di orologi sportivi e di grande taglia fu reintrodotto il Nautilus Jumbo nel formato originario, sotto,pero’, le rinnovate spoglie della ref.3710/1a. Realizzato esclusivamente in acciaio questo modello monta il cal.330 ,con la nuova e innovativa indicazione della riserva di carica  indicata da una piccola e originale lancetta, in un contatore a forma di cometa posto ad ore 12.
Il quadrante color nero lavagna con indici a numeri romani e lancette”baton”. Il bracciale e’ derivato dall’ultimo modello del 3700, quello definito “stretto” ma con la chiusura deployante.
Nel 2004 affianca questo modello la ref.3711/ig realizzata in oro bianco e fondo a vista in vetro zaffiro, con un look del quadrante molto simile al progetto originale con effetto bitonale e indici a bastone.

E arriviamo al 2005. La collezione Nautiluss si arricchisce della novita’ piu’ prestigiosa :la ref 3712/1a. Questo orologio montava il movimento ultrapiatto a carica automatica cal.240 ps irm c lu, con tre funzioni che vanno ad aggiungersi alle normali indicazioni di ore , minuti e secondi:la riserva di carica,la data e le fasi lunari.
Questo modello rappresenta uno dei rari orologi di Patek complicati realizzati in acciaio,rarita’ dovuta anche al fatto che e’ uscito di produzione lo stesso anno del debutto.
Per celebrare il trentennale della leggenda di nome Nautilus, nel 2006 la Patek decise di presentare una collezione nuova di zecca, modificando ma non stravolgendo il progetto originale nel rispetto della tradizione. Le cerniere hanno un disegno più  morbido, le proporzioni e le finiture del bracciale hanno subito modifiche atte ad una migliore vestibilità pur conservando il design caratteristico. Sono stati montati indici e lancette più grandi per migliorare la leggibilità  e, per la prima volta in un modello d’acciaio, il fondello in vetro zaffiro.
I nuovi modelli sono :
Ref .5711/1a l’evoluzione del modello originale , diametro cresciuto a 43 mm, impermeabile a 120 mt
Ref. 5712/1a il Nautilus piu’ complicato, realizzato in acciaio con bracciale integrato, oro rosa o bianco con cinturino in pelle ,impermeabile a 60 mt
Ref.5980/1a il Nautilus piu’ imponente e sportivo, realizzato in acciaio , ha un diametro di 44mm , esclusa la corona a vite, 45,6 con corona.
Monta un movimento cronografico calibro ch 28-520c composto da ben 327 parti, automatico a ruota a colonne, con riseva di marcia di 55 ore.
Il movimento ha una nuova indicazione della data a salto istantaneo(questo avviene in meno di un decimo di secondo) visibile attraverso il vetro zaffiro del fondello, impermeabile a 120mt.
Sul quadrante il contatore ad ore 6 indica i minuti su due scale concentriche esterne graduate da 0 a 30 e da 30 a 60, nella scala interna sono indicate le 12 ore.
Patek segue il collezionista con un servizio post vendita veramente di prim’ordine: di qualsiasi orologio, comunicando la matricola di cassa e movimento, viene fornito un estratto d’archivio con la descrizione dell’orologio e della produzione.

Recentemente abbiamo avuto altre aggiunte:
Ref. 5726/1a il primo calendario annuale.
Ref. 5990/1a il crono del Nautilus rivisto con l’aggiunta del secondo fuso, che vi abbiamo presentato qualche settimana fa.

Godetevi ora la bella fotogallery!

2 risposte a “Patek Philippe: il Nautilus

  1. …ma sbaglio o 1 anno prima Gerald Genta aveva disegnato per AP il royal oak con non tanto successo e Patek chiese al designer di avere un orologio sportivo simile e nacque il Nautilus da subito molto più famoso?
    …. magari mi sbaglio…..
    I nuovi Nautilus, fasi lunari oro giallo e corono r corono acciaio li ho tutti. Ero un amante degli sportivi Rolex ma ora che ho questi i rolex non li vedo nemmeno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *