Diagnosi di una passione: il Vintage

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Rolex Explorer II

 

Oggi abbiamo il piacere di proporvi un gran bell’articolo del nostro amico lettore Stefano Mazzariol, che da riconosciuto esperto Rolex ci illustra con precisione e al contempo passione il mondo del Vintage. Spero vi piaccia.

Il fenomeno del collezionismo di orologi e sopratutto quello d’epoca si e’ sviluppato ed è maturato negli ultimi 20 anni.

Normalmente il primo accostamento all’orologeria è sempre legato ai nuovi modelli dopo di che, se subentra la passione, cresce l’interesse verso la storia di una maison e dei suoi modelli più significativi. Da questo primo step si può entrare in una spirale che, oltre al fattore estetico, riesce a coinvolgere il nostro lato emozionale.

Per essere ancora più chiari la ricerca di un esemplare fuori produzione meglio se da molto tempo, ben conservato ed esente da interventi invasivi o, peggio, approssimativi ed incoerenti con la sua tipologia ed il suo periodo, diventa il ns obbiettivo primario.

Come ogni cosa artistica e non, un orologio, ad esempio, di 70 anni fa non diventa automaticamente Vintage: infatti il significato di questo termine alla lettera significa “d’annata” la cui traduzione, per molti cultori e collezionisti del bel tempo che fu , equivale a fascino, sapore e ricercatezza, vintage è cio’ che è invecchiato bene rendendo unico un esemplare magari di serie.

Con lo scorrere del tempo alcuni orologi acquisiscono una patina, sopratutto per quanto riguarda il loro quadrante,che gli conferisce insieme ad un glamour indiscusso anche, e soprattutto, una singolarità tale da renderli unici.

Gli indici fosforescenti, se sono presenti, assumono un colore caldo quasi ambrato, il fondo del quadrante può virare ad un colore diverso rispetto all’origine tanto che persino quadranti ritenuti un tempo “fallati” in quanto difettati da craquelature se non da vere e proprie incrinature tali da venire assolutamente sostituiti, oggi sono molto ricercati come esempi paradigmatici e perciò caratteristici di una determinata produzione.

Questa particolare propensione di gusti alcune volte alquanto discutibile, almeno secondo chi scrive, porta l’esasperazione collezionistica a tali livelli da trovare persino toponimi giustificativi per questi difetti tipo “quadrante spider”,”quadrante ragnatela” e via affabulando.

La ghiera il cui font, nel tempo, veniva regolarmente modificato è oggetto di serio studio e catalogazione se poi, la medesima, vira di colore fin quasi a sbiadire in certi casi assumendo una patina dantan allora può strappare valutazioni e prezzi alle volte imbarazzanti.

Lavorazioni di quadranti, di casse come con “spallette quadre”, “a punta”, “cassa bassa”, “cassa fat” ecc.. e di bracciali in disuso creano un mix di fascino tale da divenire uno tra gli obiettivi principali della ricerca collezionistica. Alcuni particolari , con specifico riferimento ad alcuni modelli Rolex come, ad esempio, i vetri dalla lavorazione a cupola che un po’ per usura , un po’ perché distorcevano la grafica del quadrante e dunque venivano sostituiti e buttati,oggi rappresentano uno dei ricambi più ambiti e ricercati.

I bracciali dell’epoca leggeri,fragili e francamente abbastanza approssimativi nel loro utilizzo e quindi anch’essi sostituiti negli anni con modelli piu’ nuovi e resistenti allorché la moda del vintage non esisteva o perlomeno era limitata a pochissime persone ,oggi vengano riesumati, restaurati spesso a caro prezzo per riportarli all’antico splendore.

In poche e semplici parole una bolgia infernale che impegna i nostri intenti impegnando in larga misura anche le nostre menti nonchè le nostre tasche in modo robusto fino, in alcuni non rari casi, ad inficiare persino anche i rapporti interpersonali.

Malauguratamente e di conserva con alcuni orologi anche i ricambi hanno raggiunto prezzi astronomici distanti anni luce dalla buona volontà e dalla logica comprensione di chiunque non sia affetto dal morbo collezionistico.

Ma questa e’ la nostra malattia, la cui virulenza si materializza puntualmente allorché, dopo l’acquisto dell’oggetto dei nostri sogni, non ancora pienamente soddisfatti ne desideriamo con urgenza imperativa anche il corredo!
Riusciamo, in questo caso, a dare sul serio il nostro meglio con scatole, tags, libretti etc.etc fino,a volte, ad arrivare alla ricerca di un’identità, al di fuori di ogni morale, per l’orologio cercando di corredarlo con una garanzia d’epoca patetica quanto altamente fittizia. Basta, per convincersene immediatamente, fare un giro su Ebay e valutare la portata del fenomeno.

A tutto ciò è opportuna e pertinente l’aggiunta di un’altra riflessione, dettata dalla lunga militanza di campo, ove è agevole scorgere come in alcuni frequenti casi l’opera di ricostruzione e restauro di un pezzo possa dare, come tutte le droghe, una sorta di dipendenza della serie “e ora che faccio?”; pertanto non e’ raro vedere alienato l’oggetto di tanto lavoro e ricerca per finanziare, probabilmente, un nuovo acquisto da restaurare di nuovo.

In effetti ed usando un minimo di senso logico non esiste quasi mai convenienza a comperare e restaurare un orologio ma la soddisfazione e’ talmente imperativa da offuscare il desiderio di trovarlo già completo infatti, per il collezionista purosangue, l’orologio non è mai lo strumento per indicare l’ora bensì l’unico e per eccellenza gioiello da uomo fruibile.

Quante volte,in effetti, abbiamo guardato il nostro orologio pur non vedendo che ore sono? E quante volte abbiamo sollevato il braccio alla guida della nostra auto tanto che l’orologio, catturando la nostra attenzione, ci ha inesorabilmente e pericolosamente distratti ?

Queste semplici e forse altrettanto banali constatazioni da veri appassionati del mondo Vintage debbono servire, oltre che da compendio d’argomento, ad “allertare” tutti coloro che riconoscendosi in toto od anche solo in parte in questa morfologia di gusto e di pulsioni restino ben consapevoli di avere inesorabilmente ed inguaribilmente contratto il morbo vintagista.

 

Stefano Mazzariol

 

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