Omega presenta in Italia il suo nuovo Seamaster dedicato all’America’s Cup

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Seamaster Diver ETNZ Limited Edition

 

OMEGA SEAMASTER DIVER ETNZ LIMITED EDITION

OMEGA sostiene da tempo l’equipaggio dell’Emirates Team New Zealand e, con il Seamaster Diver ETNZ Limited Edition,  celebra l’impegno della squadra neozelandese nella competizione per l’America’s Cup che si disputerà quest’anno a San Francisco.

L’OMEGA Seamaster Diver ETNZ Limited Edition è dotato di una robusta cassa di 44 mm in acciaio inossidabile lucidato e spazzolato e di una lunetta in ceramica nera opaca. Montato su un cinturino in caucciù nero, è accompagnato da un bracciale da sub in acciaio inossidabile. La corona a vite reca il logo “ENTZ” lavorato a sbalzo, mentre sul profilo esterno del fondello sono incisi il numero di serie (0000/2013) e la dicitura “CHALLENGER FOR THE 34TH AMERICA’S CUP” (in gara per la 34° Coppa America).

L’OMEGA Seamaster Diver ETNZ Limited Edition presenta un quadrante nero opaco con giro dei secondi rosso e lancette centrali delle ore e dei minuti scheletrate. Il contatore dei piccoli secondi è posizionato a ore 9. La funzione cronografo è espletata da un cronografo 30 minuti posto a ore 3, dotato di luna lancetta rossa e di un distintivo anello rosso graduato che permette di effettuare un conto alla rovescia di cinque minuti all’inizio della regata. A ore 6, appena sopra il datario a finestrella, si trova un cronografo 12 ore, dotato anch’esso di una lancetta rossa. Il segnatempo presenta inoltre una lancetta centrale cronografica.

Animato dal calibro 3330 Co-Axial, dispone di una spirale in silicio Si14. Il movimento a carica automatica, dotato di meccanismo cronografico con ruota a colonna, è un cronometro certificato. L’affidabilità garantita dallo scappamento Co-Axial e dalla spirale in silicio è tale da permettere a OMEGA di rilasciare una garanzia di quattro anni per questo orologio.

Posto all’interno di un segnatempo ispirato a e creato per gli uomini di mare, l’esclusivo cronografo è dotato di funzioni per l’immersione professionale, tra cui una lancetta girevole unidirezionale e una valvola per la fuoriuscita dell’elio con correttore di data integrato a ore 10.  La lettura del tempo trascorso è resa più agevole dall’innovativo impiego del Super-LumiNova bianco, che riveste le lancette bianche sfaccettate ed emette una luminescenza blu. La lancetta dei minuti e il puntatore sulla lunetta subacquea emettono invece una luminescenza verde. La visualizzazione luminosa consente di determinare il tempo con un semplice colpo d’occhio durante le immersioni.

L’OMEGA Seamaster Diver ETNZ Limited Edition è impermeabile fino a 30 bar / 300 metri. Realizzato in edizione limitata, questo modello è disponibile in soli 2013 esemplari.  All’interno dello speciale cofanetto di presentazione si trova il bracciale in acciaio inossidabile lucidato e spazzolato, con sistema brevettato OMEGA a vite e perno e fibbia subacquea. È presente inoltre un apposito strumento per la sostituzione del bracciale.

 

OMEGA E IL MONDO DELLA VELA

OMEGA vanta un legame incontestabile con il mondo della vela. Produttrice dei primi orologi subacquei e dell’unico orologio da polso che abbia mai ricevuto una certificazione cronometrica per l’impiego in mare, OMEGA è da tempo il marchio di riferimento di alcuni dei più grandi nomi della vela.

Il legame tra la navigazione e la misurazione del tempo risale all’epoca in cui gli uomini di mare si affidavano a cronometri marittimi ad alta precisione. Le nuove tecnologie, come il GPS, hanno ormai sostituito l’orologio da polso OMEGA Marine Chronometer, ma i segnatempo OMEGA, robusti e altamente impermeabili, sono tuttora molto richiesti.

OMEGA si avvale della sua esperienza nel mondo della navigazione e del suo legame storico con questo universo nelle sue attività di sponsor e cronometrista ufficiale di grandi competizioni veliche e velisti d’eccezione. Dopo la vittoria del Team New Zealand all’America’s Cup del 1995, OMEGA è stata Cronometrista ufficiale della squadra nelle edizioni di Coppa America 2000 e 2003, entrambe disputate ad Auckland, in Nuova Zelanda

Il Marchio ha inoltre prestato i suoi servizi di cronometraggio in occasione delle emozionanti Extreme Sailing Series™ e dell’Artemis Transat, una traversata in solitaria dell’Atlantico settentrionale, dal porto inglese di Plymouth agli Stati Uniti. Nel 2010 OMEGA è stata sponsor della Auckland Match Racing Regatta.

Da tempo partner della navigatrice solitaria Ellen MacArthur, il Marchio ha avuto anche l’onore di registrare i 71 giorni, 14 ore, 18 minuti e 33 secondi con cui, il 7 febbraio 2005, la giovane skipper ha battuto il record mondiale della circumnavigazione del globo. Cronometrista ufficiale, OMEGA ha rilevato ogni secondo grazie ad uno speciale orologio di bordo. E la spettacolare impresa è valsa ad Ellen MacArthur il titolo di Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico, conferitole dalla Regina Elisabetta II. Nonché la prestigiosa Légion d’Honneur francese, ricevuta nel 2008 dall’allora Presidente Nicolas Sarkozy.

 

EMIRATES TEAM NEW ZEALAND E L’AMERICA’S CUP 2013

La partnership di Omega con l’Emirates Team New Zealand è iniziata con il sostegno a Sir Peter Blake per la Coppa America 1995. In quell’anno la squadra vinse facilmente la gara, per ripetere poi l’impresa nel 2000. Quando Blake decise di abbandonare la carriera agonistica, OMEGA continuò a sostenerlo divenendo uno dei principali sponsor del suo progetto Blakexpeditions, fino alla sua morte prematura nel 2001.

Da allora OMEGA continua a sostenere l’ETNZ e il suo skipper Dean Barker e attende con emozione la loro partecipazione all’edizione 2013 dellAmerica’s Cup, a bordo delle nuove imbarcazioni multiscafo previste dagli organizzatori della più grande competizione velica della storia.

 

ETNZ

L’Emirates Team New Zealand è uno dei più celebri equipaggi velici al mondo. Due volte vincitori dell’America’s Cup, gli uomini dell’ETNZ concentrano ora tutte le proprie energie al passaggio verso lo spettacolare universo dei nuovi multiscafi ad alta velocità. Nell’ETNZ in gara per la Coppa America di San Francisco, guidata dal manager Grand Dalton e dallo skipper Dean Barker, sono riposte tutte le speranze di una piccola grande nazione.

La squadra si è lanciata nella navigazione in multiscafo nel 2011 e l’impegno e la determinazione con cui ha gestito la transizione alle nuove imbarcazioni le è valsa il secondo posto alle America’s Cup World Series 2011-2012. Nel 2010, ultimo anno in monoscafo, l’ETNZ aveva vinto tre regate del Louis Vuitton Trophy: Auckland a febbraio, La Maddalena a maggio e Dubai a novembre.

 

DEAN BARKER

Dean Barker è salito alla ribalta dell’America’s Cup con sorprendente rapidità. Forte di una brillante carriera su imbarcazioni dinghy, a bordo delle quali ha conquistato diversi titoli internazionali e il titolo di campione mondiale giovanile, scoprì la coppa America nel 1995, quando fu chiamato a partecipare alla preparazione del Team New Zealand. Nel 1996 Russel Coutts lo invitò ad entrare in squadra per le competizioni internazionali. All’America’s Cup del 2000, in cui la squadra gareggiava per difendere il titolo, Dean Barker prese il comando del timone durante la quinta ed ultima gara. Fu poi skipper per tutta la campagna America’s Cup 2003 ed è da allora leader della squadra.

Recentemente Barker e il suo equipaggio hanno riportato numerosi successi, quali il terzo posto alle Extreme Sailing Series ™ e il secondo alle America’s Cup World Series 2011-2012 nella categoria catamarani AC45.

Dean Barker deve la sua passione per l’oceano a Sir Peter Blake, sup ispiratore, modello e mentore. Barker afferma: “Non sempre abbiamo preso con la dovuta serietà la gestione delle eccezionali risorse naturali che abbiamo a disposizione, e ora più che mai è tempo di ascoltare i moniti di Peter Blake, Jacques Yves Cousteau e degli altri grandi attivisti che come loro ci sollecitano, con urgenza, a proteggere l’acqua, fonte di vita e di energia”. Poi aggiunge: “Non c’è alleato più grande dell’acqua. L’acqua crea, nutre e purifica. Inoltre gli oceani hanno sempre suscitato curiosità e spinto i nostri antenati a viaggiare verso orizzonti sconosciuti in cerca di nuove scoperte”.

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