Zenith El Primero: storia ed evoluzione

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Felix Baumgartner e il suo El Primero

 

Grigio chiaro, blu, antracite: i 3 colori del cielo che nel 1969 hanno ispirato a Zenith  il quadrante del leggendario El Primero.

Firmano l’audacia di coloro che li hanno immaginati e che hanno avuto il coraggio di realizzare il sogno impossibile di integrare carica automatica ed alta frequenza, un’impresa che nessuno era mai riuscito a compiere fino ad allora. Evocano il prodigio di una complicazione orologiera resa possibile soltanto dallo straordinario savoir-faire della Manifattura, suggerendo, a coloro che li scelgono, che a volte c’è del meraviglioso nella lettura dell’eterna fugacità del tempo.  Non accadono forse più cose in un’ora segnata da un esemplare che batte all’eccezionale frequenza di 36.000 alternanze?

Non importa se alla fine questo re dei cronografi si è rivelato un po’ cronografo: dopo gli schizzi originali, ci sono voluti infatti sette anni prima che il mondo potesse ammirare i primi modelli di questo straordinario esemplare. Giustamente chiamato El Primero (letteralmente “Il primo” in esperanto), questo modello uscito dalla Manifattura di Le Locle sarebbe entrato direttamente nella leggenda. Oltre ad ospitare il movimento più preciso al mondo, l’orologio El Primero rivoluzionava il design orologiero. Prendendo coraggiosamente le distanze dai codici monocromi tanto di moda negli anni ‘60-’70, questo modello sfoggiava con eleganza contatori di tre diversi colori che sarebbero diventati emblematici del marchio. Sottolineando le tre misure del tempo, il grigio chiaro dei secondi, il blu intenso dei minuti e l’antracite profondo delle ore richiamavano quella costante e inalterata attenzione del marchio per l’estrema precisione e l’affidabilità. Frutto, allora come adesso, di nove mesi di paziente lavoro e di 2.500 operazioni, i segnatempo El Primero del 1969 hanno portato così in alto i colori dell’orologeria Zenith da esser tuttora degni del loro nome. All’epoca ignoravano le future declinazioni e non sospettavano un avvenire così radioso, impreziosito da diamanti incastonati o coronato addirittura da un successo supersonico, ma già risplendevano di un’aura di audacia, di piacere e di autenticità.

 

 

 

Dal 1969 a oggi

 

All’epoca del lancio nel 1969, il calibro El Primero aveva rivoluzionato tutti i codici orologieri diventando il primo cronografo automatico integrato della storia, che batteva oltre tutto all’eccezionale ritmo di 10 alternanze al secondo, caratteristica che lo rende tuttora il cronografo di serie più preciso al mondo. Infatti, maggiore è la frequenza d’oscillazione del bilanciere – facilmente percepibile dalla velocità del ticchettio – migliore in termini di precisione sarà la prestazione cronometrica.

 

 

 

Lo storico movimento El Primero del 1969

 

Lanciato per la prima volta nel 1969, il calibro El Primero ha segnato per sempre l’orologeria contemporanea, diventando il primo cronografo automatico integrato della storia. Concepito come un tutt’uno, questo straordinario esemplare non presenta un modulo aggiuntivo, ma è costruito intorno a una ruota a colonne e a un rotore centrale su cuscinetti a sfera. Per di più, oscillando al ritmo di dieci alternanze al secondo, è il cronografo ad alta frequenza più preciso al mondo e si distingue per una riserva di carica di oltre 50 ore e come se tutto ciò non bastasse, questo eccezionale modello dotato di calendario misura appena 6,5 mm di spessore per un diametro di 29,33 mm. L’insieme di tutte queste complicazioni ha reso la soluzione dell’equazione talmente complessa da richiedere ben sette anni di progettazione e sviluppo, superando di quattro anni la data del primo centenario della Manifattura, anniversario che doveva essere celebrato proprio con il lancio del calibro leggendario.

 

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